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Pontedera

Rifiuti metallici in discarica, la Provincia: procedura regolare

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 PONTEDERA. Sulla questione dei rifiuti metallici alla discarica di Gello (di cui il nostro giornale s'è occupato con un articolo sabato scorso), la Provincia interviene per segnalare la regolarità della procedura. «Il provvedimento di autorizzazione al conferimento dei materiali in questione nella discarica Ecofor di Gello è stato assunto con ordinanza del presidente dalla Provincia di Pisa, come previsto dalla normativa, sulla base di una richiesta effettuata - a motivo di ragioni di sicurezza e in condizioni di compatibilità con le caratteristiche dell'impianto - da parte di un'apposita Conferenza dei servizi, alla quale, oltre alla Provincia stessa, hanno preso parte, anche Arpat, Asl e Comune di Pontedera», dice una nota dellla Provincia. Il cosiddetto car-fluff è soggetto con una certa facilità a fenomeni di combustione, tanto che, proprio alla Ecoacciai si erano verificati episodi tali da rendere necessario l'intervento dei vigili del fuoco. A monte di tutta la situazione - accumulo dei rifiuti presso il sito Ecoacciai e poi trasferimento, con adozione di una misura ad hoc, alla discarica Ecofor - c'è comunque l'elemento della prassi legislativa tenuta, in questa occasione, dal governo centrale. Il quale, con l'emanazione di un decreto, ha disposto, con effetto immediato, l'introduzione di un nuovo parametro per la determinazione dei rifiuti da catalogare come "pericolosi"; e ciò ha comportato il cambio di classificazione del car-fluff (insieme a tante altre tipologie di scarti) da "speciale" a "pericoloso"', rendendolo non più depositabile in discariche.  La modifica ha determinato problemi di adeguamento: ad esempio il car-fluff della Ecoacciai in precedenza veniva conferito proprio nel sito Ecofor a Gello. Non solo. I problemi di adeguamento risultano tanto maggiori alla luce del fatto che in Italia, in aggiunta al fatto che ne viene impedito l'ingresso in discarica, non risultano attivi neppure impianti per il trattamento specifico (individuabili essenzialmente come strutture di termovalorizzazione o gassificazione): dunque per lo smaltimento di questo materiale non esistono alternative alla ricerca di un idoneo sito all'estero. Per quanto riguarda la Ecoacciai, le uniche misure adeguate erano quelle che sono state assunte: la consegna all'azienda dell'obbligo di bloccare la produzione e di provvedere alla ricerca, fuori dai confini nazionali, di un impianto al quale trasferire il car-fluff. Ricerca che, se non andrà a buon fine, costringerà alla chiusura dell'attività.

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