Finanza
«Il mio reddito? Aspetti che chiedo»
Impreparati ma pazienti, in coda davanti al farmacista, coi dubbi da sciogliere
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PONTEDERA. «Scusi, posso fare una telefonata a mio figlio?». Le dita della signoria Maria tamburellano nervose sulla tastiera del cellulare in attesa della voce amica a cui chiedere a quale fascia di reddito appartiene. Dall'altra parte del bancone il farmacista di turno aspetta paziente per compilare il casellario della ricetta. Succede alla farmacia Lapucci nel centro storico di Pontedera. Ma la domanda si rincorre in quasi tutte le farmacie cittadine. Perché nel ticket-day della sanità, scivolato via meglio del previsto, è questa la principale preoccupazione dei clienti. L'operazione si base sulla modulazione della spesa in base al reddito e qui sta il vero e proprio nodo da sciogliere. Il figlio della signora risponde e il farmacista può procedere. «Mi dispiace - si sente obbligata a fornire spiegazioni al resto degli utenti in fila - ma abbiamo un'attività e ogni anno l'Isee è diverso». Non c'è fretta però negli sguardi degli altri clienti. «Non si preoccupi - la consola il pensionato alle sue spalle - siamo nella stessa barca. Per fortuna sono esente ma avete la mia completa solidarietà. Ci crede che ancora non ho chiaro come funziona?». La penna del farmacista scorre sul manifesto informativo della Regione, in bella mostra davanti alla cassa e si improvvisa in una lettura veloce ed esplicativa. «Cosa devo dire allora al commercialista?», azzarda timidamente l'ultimo della coda. «Così mi anticipo..», confessa di essere impreparato. «Sa, sono appena rientrato dalle ferie». La fila scorre più lenta del solito ma secondo gli addetti ai lavori è stato uno dei pochi disagi. «Per fortuna è andato tutto liscio», tira un sospiro di sollievo la dottoressa Marcella Lapucci. «La giornata si prospettava ricca di malumori ed invece la gente ha dimostrato di essere tollerante. Qualcuno è venuto con l'Isee e se proprio non era sicuro, al momento dell'autocertificazione ha scelto di pagare il massimo, piuttosto che sbagliare». Del resto nessun controllo viene affidato alle farmacie che sono solo tenute ad incassare le quote di partecipazione della spesa farmaceutica, distinguendola dal prezzo di riferimento e registrando il tutto sulla ricetta. Qualche problema in più invece alla comunale n. 3 di via Roma dove i farmacisti, che per l'occasione si sono dovuti trasformare in una sorta di consulenti-fiscalisti, hanno avuto un bel daffare. Tra mugugni e malumori. «La manovra è piuttosto ambigua», si sfoga Cinzia mentre con un'occhiata controlla le medicine acquistate. «Parlano di Isee e di reddito familiare lordo ma non è mica la stessa cosa». E c'è di più. «Ottenere un Isee di questi tempi è un'impresa ardua», ribadisce il vicino. «Per averne uno dovrò aspettare perché il Caaf dove mi servo è ancora chiuso. Per il momento autocertifico, nella speranza di non sbagliare. Qui sono indicati anche i centesimi». E intanto fa spallucce e dice di affidarsi alla buona sorte. Va peggio per i cittadini stranieri che oltre alla novità dei ticket devono fronteggiare anche le incomprensioni della lingua. «Ne abbiamo serviti un paio - raccontano dalla farmacia Nanni, alle prese, poco prima della chiusura, con la verifica dei codici inseriti nelle ricette - ma nonostante i nostri ripetuti tentativi di spiegazione, non siamo sicuri che abbiano recepito i cambiamenti». Così come chiarezza andrebbe fatta sulle categorie di esenzione previste per patologia. Paola Silvi ALTRI SERVIZI A PAGINA 3
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