Sicurezza
IL CONTENZIOSO
Terricciola, il Comune: «L'enoteca non paga l'affitto da un anno»
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Lesterno dellEnoteca al centro del contenzioso con il Comune 2 MINUTI DI LETTURA
TERRICCIOLA.«Non siamo stati noi, come Comune, a creare il contenzioso con il gestore dell'enoteca che non paga l'affitto da maggio 2010, cioè da alcuni mesi prima della rottura del boiler». Il sindaco Antonietta Fais puntualizza alcuni aspetti della vicenda che contrappone l'amministrazione all'attuale gestore del locale, ristorante con bed&breakfast. «Il gestore si è costruito un motivo per litigare con il Comune dopo che nel 2009, quando mancavo ancora alcuni anni alla scadenza del contratto di gestione, ci aveva chiesto un rinnovo anticipato e noi avevamo risposto che non eravamo nella condizione per farlo. Volevamo valutare l'andamento della gestione e poi decidere alla naturale scadenza, cio nel 2013». Una volta iniziata la "guerra", l'amministrazione, dopo il contenzioso sullo scaldabagno con tanto di richiesta danni presentata dal gestore, ha revocato il contratto di gestione. Quando l'enoteca chiuderà il Comune emetterà un avviso di idee in quanto indende sperimentare una nuova forma di gestione e di destinazione d'uso dei locali di proprietà comunale. Sulla questione intervengono anche Matteo Arcenni e Angelo Boddi, consiglieri comunali della lista civica Terricciola sicura. «L'Enoteca provinciale, per anni fiore all'occhiello del paese di Terricciola e dei produttori vinicoli, poi sparita, per lasciare il posto ad un ristorante, che negli anni ha visto innumerevoli e infauste gestioni, è sempre stata il punto di riferimento delle manifestazioni enogastronomiche», cominciano. Con l'attuale gestione di Susanne e Massimo, sembrava «fossero arrivate le persone giuste». Poi il pasticcio. «Oggetto del contendere un boiler del costo di circa 5mila euro. Di contro il comune ha già speso quasi diecimila euro di spese legali e non seguendo i pareri degli illustri giureconsulti. Il possibile risultato della querelle potrebbe essere quello di avere i locali chiusi in occasione della 49ª Fiera del vino e dell'uva. Ma la cosa ancor più grave è rappresentata dal fatto che il gestore ha chiesto un risarcimento danni per oltre 200mila euro euro». La parola passa ora al giudice.
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