Sicurezza
Scambio di accuse sul punto nascita
Francesca Ferri
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Un sit-in davanti al punto nascita Il sindaco: «Politici e sindacati hanno abbandonato la causa». La replica
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VOLTERRA. «La questione della possibilità di nascere a Volterra per quanto ci riguarda non è chiusa qua». È perentorio l'annuncio del sindaco di Volterra e presidente della Società della Salute, Marco Buselli, sul punto nascita sul Colle. Sono passati quasi due mesi dalla chiusura definitiva della struttura che per tre anni ha portato avanti una sperimentazione di parto naturale. E il primo cittadino annuncia battaglia puntando, per cominciare, le armi contro le forze politiche e sindacali volterrane che, a suo dire, «hanno lasciato alla deriva la questione» e le cui posizioni sono definite «grottesche», se non veri e propri «dietrofront». Come a dire: se la partita è persa, è colpa di chi non ha saputo giocare. Anche la Commissione Pari opportunità è tirata in causa «dopo che la presidente - spiega Buselli - si è espressa per la chiusura ed è stata smentita dalla Commissione. Abbiamo bisogno di risposte per capire chi vuole riaprire il dialogo su questo tema». La parola, quindi, agli interessati per capire, soprattutto, se dalle parole possono nascere servizi alle persone. «Come al solito - spiega Rosa dello Sbarba, capogruppo Pd in consiglio - sono tutti colpevoli tranne lui. Il problema va affrontato con realismo. Dopo tre anni, di cui uno nella legislazione attuale, si è visto che le donne hanno scelto di andare a partorire altrove. Dunque si sostituisca questo con altri servizi. I problemi del territorio non sono il punto nascita; guardando alla finanziaria, sono molto più gravi. Come pensa Buselli di garantire i servizi minimi ai cittadini?». «Penso sia molto difficile tornare indietro - spiega Fabio Bernardini, capogruppo di Progetto Originario - ma anch'io credo che valga la pena provare. Non, però, alzando polemiche contro tutti. È sbagliato chiudere tutte le porte. Dovremmo cercare di raccogliere consensi per mantenere un ospedale con più servizi di base». D'accordo anche Lorella Marini, Cisl. «Non ci dobbiamo fossilizzare sul punto nascite, ma vogliamo vedere l'ospedale nel contesto. La vera paura è come sopravvivono i piccoli ospedali. Il nostro interesse è salvare i servizi complessivamente». Quanto alla presidente della Commissione Pari opportunità, Anna Bolognesi, declina l'invito a rispondere al sindaco. «Abbiamo già fatto una riunione, ora aspetto di vedere gli eventi. La risposta comunque sarà collegiale». Non meno duro è il giudizio di Buselli sulla Asl. La brochure per spiegare i nuovi servizi è definita dal presidente della Sds «disastrosa» e le risposte «insufficienti». Quanto alla preoccupazione del sindaco sulle questioni sanitarie, si può ben misurare con la mole di comunicati (tre in quattro giorni) inviati in proposito, dove Buselli chiede, tra l'altro, «certezze e conferme sui servizi dell'ospedale» e informa sulle priorità (laboratorio, maternità, pediatria e ginecologia) sottoposte al direttore sanitario Simona Dei. «Ma l'incontro con i sindaci - puntualizza Dei - è stato solo per vedere i dati dell'anno. Non ho avuto sentori di battaglia, tanto meno per il punto nascite, né da Buselli né da altri».
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