Il Tirreno

Pontedera

E ora spunta la cassa integrazione

Andreas Quirici
Interno di un reparto della Piaggio
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Interno di un reparto della Piaggio

Piaggio, il provvedimento potrebbe interessare tutto settembre

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 PONTEDERA. Cassa integrazione sempre più probabile per parte dei lavoratori della Piaggio al rientro dalle ferie. Le difficoltà produttive dell'azienda fornitrice Industrie Toscane, legate ai problemi societari e al successivo fallimento di Tecnocontrol, rendono difficile, se non impossibile la normale ripresa lavorativa fissata per lunedì prossimo. «Se per tutto il mese di settembre o per alcune settimane lo vedremo», dicono i sindacati.  Pezzi mancanti.  Ormai sembra essere un dato di fatto inequivocabile: Piaggio non ha tutto il materiale necessario per far ricominciare la produzione normalmente. Il curatore fallimentare che si sta occupando del post-Tecnocontrol è ottimista sull'esito dell'operazione, ma questo non escluderebbe una ripresa a singhiozzo del lavoro in Piaggio. «Del resto un periodo di cassa integrazione era già stato messo in cantiere per l'autunno - dice Marcello Casati, della Uilm-Uil - visto che i mesi scorsi sono stati difficili sotto l'aspetto delle vendite per l'azienda. E quindi potrebbe essere utile un periodo di stop per sistemare l'organizzazione interna allo stabilimento per poi ricominciare a lavorare normalmente».  Come a luglio. Coinvolti nella cassa integrazione sarebbero parte degli addetti dei reparti delle meccaniche e delle due ruote. «Non mi pare che ci siano i presupposti per una normale ripresa dell'attività in Piaggio così com'era stata fissata per il 29 agosto - afferma Angelo Mangino di Fim-Cisl - Più o meno siamo nelle stesse condizioni della fine del mese di luglio, quando lo stabilimento era stato obbligato a terminare l'attività prima del previsto proprio per la difficoltà di Industrie toscane, dovute a problemi palesati da Almec di Nusco e da Tecnocontrol». Adesso ci sarà da capire la situazione delle consegne dei materiali, ma non sembra una soluzione praticabile quella di ricominciare la produzione basata su un ciclo di forniture così com'era impostato fino a qualche settimana fa.  Mancanza di liquidi. «Se Tecnocontrol è fallita, probabilmente è per motivi di liquidità - continua Mangino - ed è proprio questo il primo problema che dovrà affrontare il curatore fallimentare, avere i soldi per pagare gli stipendi degli operai e per acquistare i materiali per poter poi avviare la produzione di Industrie Toscane». L'azienda di Pontedera è alla base del processo produttivo di Piaggio e quindi dell'intero indotto. Ammesso che si trovi una soluzione societaria e giuridica in tempi brevi per l'impresa dichiarata fallita, è improbabile che si riesca a riavviare subito il meccanismo. «Le prospettive sono comunque buone rispetto a come si era messa la situazione, ma sarà dura rispettare le date. L'importante, però, è che si riesca a salvaguardare il posto di lavoro dei dipendenti di Industrie Toscane», sottolinea Maurizio Iacoponi di Uglm.  Prossime mosse. Stamani i rappresentanti delle segreterie sindacali provinciali si riuniranno per fare il punto della situazione sia per quanto riguarda il lavoro del curatore fallimentare, sia per quel che concerne la ripresa produttiva di Piaggio. «Chiederemo un incontro al curatore - spiega Marcello Franchi della Fiom-Cgil - perché credo sia importante anche il nostro apporto in questa vicenda, specie se consideriamo la non semplice situazione in cui si trovano i lavoratori di Industrie Toscane che dovranno essere presi in carico da qualcuno in ogni maniera». Se i sindacati si riuniranno oggi, domani toccherà a parte dei dirigenti di Piaggio che dovrebbero stabilire e ufficializzare il rientro al lavoro dopo lo stop per la sosta estiva.  

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