La manifestazione
Casa squillo nel centro del paese
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In alto la zona dove si trova la casa squillo La tenutaria è una cinese che è stata arrestata: tre gli indagati
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SAN MINIATO. Una casa squillo in mezzo al paese. I clienti che entravano e uscivano di giorno come di sera non sono passati inosservati. E dopo alcuni mesi, quando i sospetti erano diventati certezze, le prime segnalazioni ai carabinieri della compagnia di San Miniato. Il giro nella casa d'appuntamento, lungo la Tosco Romagnola alla Scala, è stato ricostruito giorno dopo giorno. I clienti osservati mentre arrivavano per incontrarsi con una giovane cinese che, secondo le indagini, lavorava per conto di una connazionale, poi arrestata dai carabinieri, parcheggiavano lungo la Tosco Romagnola. I pettegolezzi sulla casa squillo, peraltro molto modesta, si sono moltiplicati anche nei giorni - era la fine di aprile - in cui accanto all'appartamento dove la cinese esercitava l'antica professione, un incendio ha distrutto un monolocale causando la morte di un pensionato di 78 anni. Finita la fase dei soccorsi alcuni cittadini non avevano mancato di fare notare alle forze dell'ordine intervenute che lì accanto "lavorava" una cinese. Dopo settimane di indagini, con appostamenti necessari a ricostruire l'attività della casa squillo, a metà giugno - ma la notizia è stata resa nota ieri dai carabinieri della compagnia di San Miniato - i carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una cinese di 40 anni, residente a Prato. Con lei sono stati indagati anche un sessantenne di Firenze che ha ottenuto subito gli arresti domiciliari e un empolese di circa 60 anni al quale è stato notificato l'obbligo di dimora nel comune di sua residenza in quanto il ruolo di quest'ultimo indagato è stato ritenuto marginale. Il reato contestato ai tre è quello di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Secondo quanto è emerso dalle indagini era la donna finita in manette ad avere preso in affitto il piccolo appartamento in località La Scala. Era era lei a gestire l'agenda degli appuntamenti della giovane, riceveva le telefonate dei clienti - che arrivavano non solo dal Sanminiantese - e si preoccupava di mettere gli annunci sui giornali offrendo i "favori" della prostituta. All'interno dell'appartamento i carabinieri hanno anche trovato alcune catole di profilattici e altro materiale riconducibile all'attività che veniva svolta nella casa. I due uomini, sempre secondo quanto spiegato dai carabinieri, aiutavano la tenutaria dell'appartamento nei "lavori" quotidiani, l'accompagnavano a fare la spesa o facevano in modo che alla ragazza sfruttata non mancasse niente. Quando i carabinieri hanno effettuato gli arresti la prostituta non era in casa e non sono state fornite indicazioni sulla sua età. E non è chiaro dove l'immigrata abiti attualmente. S. C.
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