Il Tirreno

Pontedera

In arrivo 119 posti da rilevatore

Paola Silvi
In arrivo 119 posti da rilevatore

Li cerca l'Unione Valdera in vista del censimento Istat: scadenza il 26 agosto

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 PONTEDERA. Il censimento decennale Istat chiama, l'Unione della Valdera risponde.  Andando a caccia di 119 rilevatori. Il bando è aperto e c'è tempo fino al 26 agosto per inviare la domanda e formare la pattuglia che da ottobre a primavera del 2012 busserà alle porte delle famiglie per dare un aiuto nella compilazione dei questionari. Così questa foto di gruppo che per la quindicesima volta dall'Unità d'Italia consegnerà a noi e ai posteri, numeri, tabelle, statistiche su quanti siamo, dove abitiamo, come lavoriamo, sarà anche un'inaspettata opportunità di lavoro da non lasciarsi scappare. E se nella stagione della net-economy, dove un tocco del mouse trasferisce in due secondi milioni di dati, appare un po' old il passaggio casa per casa dei rilevatori, una cosa è certa. Questa "conta" trasversale porterà occasioni a tempo determinato rivolte in genere a giovani diplomati o laureati con una buona conoscenza del territorio nel quale vivono.  «Il censimento - conferma il presidente dell'Unione Filippo Fatticcioni - non solo permetterà ai giovani disoccupati di avere una possibilità di guadagno, ma sarà un'esperienza formativa. L'attività operativa inizierà a metà settembre con la preparazione e per la prima volta vede coinvolti i 15 comuni della Valdera in modo coordinato e omogeneo». Quest'anno però l'Istat ha introdotto una novità: dieci anni fa i moduli venivano consegnati porta a porta dai rilevatori che poi dovevano anche occuparsi del ritiro, mentre stavolta i questionari verranno inviati per posta nelle case e da quel giorno i cittadini avranno qualche settimana per rispondere alle domande che metteranno nero su bianco età, componenti dei nuclei familiari, professioni, matrimoni. Per restituire i plichi le persone potranno andare nei centri di raccolta indicati dall'Unione, spedirli oppure, e qui entrano in scena i rilevatori, per chi ha difficoltà a muoversi, chiedere di passare a riprendere la busta. Inoltre toccherà sempre ai rilevatori risolvere i possibili contrattempi che sorgeranno perché è statisticamente provato che non tutti rispondono al questionario e che qualcuno neppure lo riceve perché magari arrivato in città negli ultimi mesi, perché studente fuori sede, o straniero con scarsa dimestichezza con la lingua. Così sarà ancora compito dei rilevatori andare a "pescare" questi ritardatari con il sistema tradizionale, cartina alla mano e tanta pazienza, per ottenere il loro contributo all'identikit della città.  Spetterà ancora ai rilevatori provvedere alla revisione dei dati e segnalare ai coordinatori comunali eventuali violazioni. Il tutto all'insegna «della massima collaborazione - si legge nel bando - con le famiglie». Dopo il lavoro arriveranno però le soddisfazioni, almeno economiche. I rilevatori avranno un compenso lordo ed omnicomprensivo, secondo il contributo forfettario corrisposto all'Unione dall'Istat, commisurato al numero, alla tipologia e alla modalità di raccolta. Che per dirla con i numeri spazierà dai 6 euro lordi per questionario compilato nell'abitazione della famiglia censita, ai 3 euro per questionario consegnato dalla famiglia al centro di raccolta comunale. L'intero compenso sarà liquidato in un'unica soluzione, a fine lavoro. E, a conti fatti, è possibile ipotizzare uno stipendio medio di 900 euro. Ogni candidato, al momento di compilare la domanda, potrà esprimere al massimo 2 comuni di preferenza. Sarà poi l'Unione a formare la graduatoria sulla base dei punteggi derivanti dal titolo di studio, dall'iscrizione al Centro per l'impiego, dal possesso della patente europea del computer, dalle esperienze professionali in ambito statistico e da un eventuale colloquio.  Gli aspiranti rilevatori dunque si preparino perché da Bientina a Calcinaia, da Crespina a Fauglia ci sono discrete possibilità di lavoro.  Con picchi di rilevatori necessari a Pontedera e a Ponsacco dove si contano rispettivamente 21 e 14 posti disponibili e un bisogno medio di 6/7 operatori per gli altri comuni.

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