Attenzione
Casa deserta, ma la Tia va pagata
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Cassonetti dellimmondizia Consigliere protesta per la regola voluta da Geofor
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CASCINA. A marzo scorso il consiglio comunale di Cascina, nell'ultima seduta prima delle elezioni amministrative, ha deliberato a maggioranza alcune modifiche al regolamento Tia (Tassa igiene ambientale). «Ovviamente, ciò è tornato, ancora una volta, a vantaggio del gestore del servizio di nettezza urbana, che ha chiesto e ottenuto di poter riscuotere la tariffa piena anche da immobili inutilizzati ed inutilizzabili in quanto privi di servizio di acquedotto ed elettricità, che sono requisiti minimi per ottenere l'abitabilità a fine abitativo e l'agibilità per tutte le altre destinazioni d'uso dei fabbricati», comincia la sua protesta il consigliere comunale, eletto nelle liste del Pdl, Mario Biasci. «È stato abolito l'articolo 7 comma 1 del regolamento Tia 2010, che esentava dal pagamento gli immobili ove "non vi sia presenza di mobilio, o attrezzature o impianti e non vi sia allacciamento ai servizi di erogazione di acqua, gas, telefono ed energia elettrica"». Cascina «è il primo Comune nella provincia di Pisa ad introdurre questa nuova regola capestro», aggiunge Biasci. Presupposto della tassazione è la produzione del rifiuto, sia esso domestico o proveniente da attività produttive, «mentre è ovvio che locali privi di allacciamenti a servizi di acqua ed elettricità non possono essere adibiti ad alcun uso e non vi si possono produrre rifiuti», aggiunge il consigliere contrario a questo modo di calcolare le tariffe. In questo modo si impone a tutti i proprietari di fondi inutilizzati, sia a carattere abitativo che produttivo, «un ulteriore gravame che rischia in certi casi di mettere in grosse difficoltà tante famiglie e tanti proprietari di opifici dismessi, speranzosi di poter un giorno riprendere l'attività. Oltretutto, per sfuggire alla tassazione bisognerebbe far dichiarare inagibile l'immobile da tecnico abilitato, con conseguenti oneri e complicazioni burocratiche se si volesse un domani renderlo di nuovo agibile». Biasci annuncia una mozione sull'argomento.
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