Il Tirreno

Pontedera

Il debutto tra caos e sconcerto

Paola Silvi

Nuovi ticket: al Cup regna la mancanza d'informazioni tra gli utenti

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 PONTEDERA. Debutta tra le polemiche e lo sconcerto il nuovo nomenclatore tariffario in ambito sanitario.  L'aumento del costo delle prestazioni specialistiche e degli esami di controllo è un rebus difficile da decifrare per gli utenti in fila ieri mattina davanti agli sportelli del Cup. Che, impreparati al cambiamento, scrutano con un misto di interesse e stupore lo stampato che riporta, nero su bianco, le nuove cifre. Alcuni se ne vanno incuranti degli arrotondamenti, altri chiedono spiegazioni agli addetti, salvo poi riassumere la novità con un'eclatante alzata di spalle. «E' un gran caos», dice il signor Mario con un timido sorriso quando gli facciamo notare che la sua visita è passata dai tradizionali 18,60 euro ai 22. «Un mistero», lo definisce anche Alessandra, in coda per prenotare un esame al marito.  Mancano le coordinate per orientarsi in questa giungla di trasformazioni dell'ultimo minuto. E se per gli esenti la rivoluzione in corso sembra passare alla chetichella, per tutti la stangata sulla sanità è difficile da digerire. «Ci mancava anche questo balzello sulla salute. In questo modo si va a colpire la povere gente che già sta vivendo gli effetti della crisi. Non sono d'accordo - sottolinea Monica, in attesa di accedere al bancone - sulla manovra governativa. Di qualsiasi settore si parli, la musica non cambia. Senza dubbio non si fanno gli interessi dei cittadini».  A complicare le cose ci si mette poi anche la scelta di far pagare, da martedì, ticket farmaceutici rimodulati sul reddito. «E' corretto - aggiunge un sessantenne seduto vicino - misurare gli aumenti sulle possibilità economiche della gente, ma al di là di queste attenzioni non si può risparmiare sulla salute». Per la maggior parte dei presenti il provvedimento è ingiusto. «Molte famiglie faticano ad arrivare a fine mese - è la reazione più gettonata - ora dovranno farsi due conti in tasca prima di fare un esame medico». Così se Rubina Neri ed Ernestina Iacopi, esenti dal pagamento, non si sono accorte di niente, Gianfranco Spinelli, nella stessa privilegiata situazione, solidarizza con chi invece ne è stato colpito e trova nelle lunghe attese una valvola di sfogo. «Ho preso un appuntamento per un'eco-tac, ma ho dovuto accontentarmi del 23 settembre a Volterra. Su Pontedera l'unico posto disponibile era a fine dicembre». Nello specifico dei meccanismi di comunicazione entra invece Michela Pieracci. «Perché non espongono dei cartelloni esplicativi? Oppure distribuiscono dei depliant in modo da coinvolgere la gente e renderla consapevole delle nuove tariffe?». Di fatto, gli utenti percorrono il breve tragitto che li porta ai banconi del Cup ignari di quanto dovranno sborsare. Ma la spada di Damocle che li aspetta deve ancora arrivare. «I più non hanno fatto caso agli aumenti - spiegano dagli sportelli - perché è capitato soprattutto di prenotare visite specialistiche di ambulatorio dove il cambiamento prevede un arrotondamento superiore all'euro. Qualche spicciolo passa inosservato. I veri problemi ci saranno da martedì, con i rincari sulle ricette». Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'infermiere coordinatore Mirusco Laiatici che, armato di foglio esplicativo, gira per i corridoi. «Abbiamo fissato una riunione per lunedì pomeriggio. La direzione chiarirà i punti salienti. Per il momento alcuni aspetti sembrano da definire. Un esempio? Dovremo richiedere l'aumento previsto anche sugli esami già pagati ma da effettuarsi dopo il 23? Senza contare il metodo per calcolare il reddito familiare e tutto il meccanismo che prevede le autocertificazioni o l'Isee». Le domande si sprecano, mentre da dietro i vetri le impiegate stringono una tabella riassuntiva dei provvedimenti e si preparano ad affrontare le prossime mattinate di passione. «Perché - si lasciano sfuggire - il sistema è in rodaggio. Noi stiamo memorizzando le novità e gli utenti meritano adeguate spiegazioni».

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