Finanza
Gemellaggio tra due sante
Da Santa Croce a Montefalco nel nome di Cristiana e Chiara
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SANTA CROCE. Da Santa Croce a Montefalco nel nome di S. Cristiana. Un gemellaggio tra l'Umbria e il Valdarno all'insegna dell'amicizia e «reso possibile - spiega il sindaco Osvaldo Ciaponi - da una volontà che ha oltrepassato le intenzioni dei Comuni». «È il frutto di una radicata spiritualità - aggiunge Ciaponi - che unisce la nostra patrona con quella di Montefalco, Santa Chiara». Tutto parte nel 2010, con la celebrazione del settimo anniversario dell'ascesa in cielo della religiosa santacrocese. «Il monastero che Oringa Menabuoi, nome secolare di Santa Cristiana, fondò nel 1276 - racconta il sindaco - stava attraversando un momento difficile perché il numero delle suore si era molto ridotto, ne erano rimaste 4, e le loro condizioni di salute erano assai precarie.
Si paventava il rischio di chiusura, che tutta la comunità però voleva scongiurare perché, per Santa Croce, questo luogo sacro è una vera e propria ricchezza. Qui si trova la nostra memoria civica e sociale. Qui si tramandano da 8 secoli i nostri fondamentali riferimenti religiosi». Ed evidentemente è lo stesso primo cittadino a definirlo tale, le due Sante, insieme hanno compiuto il miracolo. «Un incontro spirituale, importante e di gran valore tra la comunità monastica di Santa Chiara di Montefalco e quella di Santa Cristiana, entrambe dell'ordine agostiniano, ha promosso un rinnovato fervore». Due suore di Montefalco hanno raggiunto Santa Croce e la madre superiora del convento umbro ha talmente preso a cuore la situazione che si è accollata la direzione congiunta delle due strutture.
Martedì e mercoledì Ciaponi è andato in visita a Montefalco «per testimoniare la nostra gratitudine. E come Comune - continua il sindaco - abbiamo offerto, in segno di riconoscimento, l'olio per la lampada votiva che arde perennemente davanti all'urna di Santa Chiara». Il 4 gennaio il sindaco di Montefalco presenziò alla solenne celebrazione in onore di Santa Cristiana e Ciaponi ha ricambiato il gesto in provincia di Perugia nei giorni di festa per Santa Chiara.
Si paventava il rischio di chiusura, che tutta la comunità però voleva scongiurare perché, per Santa Croce, questo luogo sacro è una vera e propria ricchezza. Qui si trova la nostra memoria civica e sociale. Qui si tramandano da 8 secoli i nostri fondamentali riferimenti religiosi». Ed evidentemente è lo stesso primo cittadino a definirlo tale, le due Sante, insieme hanno compiuto il miracolo. «Un incontro spirituale, importante e di gran valore tra la comunità monastica di Santa Chiara di Montefalco e quella di Santa Cristiana, entrambe dell'ordine agostiniano, ha promosso un rinnovato fervore». Due suore di Montefalco hanno raggiunto Santa Croce e la madre superiora del convento umbro ha talmente preso a cuore la situazione che si è accollata la direzione congiunta delle due strutture.
Martedì e mercoledì Ciaponi è andato in visita a Montefalco «per testimoniare la nostra gratitudine. E come Comune - continua il sindaco - abbiamo offerto, in segno di riconoscimento, l'olio per la lampada votiva che arde perennemente davanti all'urna di Santa Chiara». Il 4 gennaio il sindaco di Montefalco presenziò alla solenne celebrazione in onore di Santa Cristiana e Ciaponi ha ricambiato il gesto in provincia di Perugia nei giorni di festa per Santa Chiara.
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