Gioco
Negozi, morìa infinita segnali incoraggianti solo dalla ristorazione
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Turisti sulla Rocca di San Miniato 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. C'è anche chi ci crede, chi decide di investire soldi e fatica nel centro storico di San Miniato. Lo dimostra anche la nuova osteria di via IV Novembre. Una scelta non isolata: altri privati si starebbero muovendo, sempre sul terreno della ristorazione, un settore che continua a tirare abbastanza nonostante i tempi di crisi dei portafogli. La valorizzazione dei prodotti tipici può essere ancora un trampolino di lancio. Segnali positivi, insomma, ma che al tempo stesso vanno a braccetto con le mille difficoltà del commercio tradizionale, quello dei vecchi negozi di vicinato. Sono le facce di una stessa medaglia, che descrive perfettamente gli affanni di un centro storico che, tra infinite polemiche, vive timori e paure di un lento e complesso ricambio commerciale. Fotografando San Miniato dall'inizio del 2009, del resto, il bilancio è tutt'altro che positivo: 13 attività in meno in due anni, divise tra 4 negozi di generi alimentari, 2 di biancheria, uno di abbigliamento, un fruttivendolo, una sartoria, una farmacia, più un negozio di articoli sportivi, uno di tappeti persiani e un altro, infine, di artigianato e bigiotteria. Un paio di questi hanno scelto di abbandonare la Rocca per cercare migliori fortune tra San Miniato Basso e La Scala. Numerosi poi anche i subentri, alcuni arrivati in extremis a salvare negozi che rischiavano di sparire, come la pescheria o l'edicola di piazza del Popolo. Ad oggi, in tutta San Miniato, dalle cosiddette "colline" fino a piazza XX Settembre, si contano in tutto 56 attività. Tra queste si trovano 6 bar, 3 ristoranti e 2 pub, oltre a 5 negozi di generi alimentari, altrettanti di parrucchieri, 3 macellerie e 3 tabacchi. Troppo poche, tuttavia, le attività rivolte a turisti e visitatori, come dimostrano le lunghe chiusure estive, tutte concentrate nel mese d'agosto, a dispetto di coloro che arrivano in Rocca per una visita che, spesso, si riduce ad una rapida passeggiata. La maggior parte dei negozi è pensata invece per una clientela di residenti decisamente più ridotta rispetto a qualche anno fa, e molto più anziana, con la difficoltà di reggere il confronto con la grande distribuzione. Altri negozi, infatti, starebbero già pensando di mollare a breve. Tra i gestori che resistono, d'altro canto, molti possono già contare su una pensione. Scarso il ricambio generazionale. Ancora meno si contano interventi per il miglioramento di vetrine e attività. Adesso si tratterà di capire quale sarà la risposta, nel centro storico, al bando messo in campo dall'amministrazione per aprire o migliorare piccole attività commerciali e artigianali: 28mila euro in tutto, erogati fino a un massimo di 4mila euro per ogni attività. Il bando si chiuderà il 30 settembre.
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