Attenzione
NELLE FARMACIE
C'è l'incubo delle file
A.S.-G.P.
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PONTEDERA. La vera paura per le prossime settimane, più che economica, riguarda le prevedibili file nelle farmacie, a causa del forzato aumento della burocrazia. Ci saranno moduli da riempire, o Isee da mostrare, e firme da apporre ovunque. Siccome ogni farmaco, ricetta o visita si pagherà in base al proprio reddito, ogni volta che un cliente entra in farmacia sarà necessario che firmi un'autocertificazione riguardante il suo reddito familiare oppure porti la propria dichiarazione Isee. Spiega un farmacista: «In teoria, ma anche in pratica, una persona può venire con cinque ricette intestate a tre persone diverse, magari i suoi familiari». Per ogni ricetta quindi vanno fatti uno o più calcoli e aumenta la documentazione. La paura del caos al banco non è infondata, soprattutto con le persone che si trovano in difficoltà (anziani senza documenti o con scarsa memoria, badanti senza deleghe). Qualche altra fila si rischia per l'integrazione al ticket che sarà pagata nelle prossime settimane da chi ha già le visite prenotate e, pur non avendole ancora ricevute, aveva già pagato. Meno forte la paura che le farmacie vengano prese d'assalto in questo fine settimana da chi non vuole rischiare di pagare qualcosa in più, visto il periodo ancora vacanziero. Pone l'accento sul rischio di disservizi il dottor Antonio Fredducci, membro del direttivo provinciale dell'Ordine dei farmacisti nonché titolare di una farmacia nel comune di Capannoli. «Personalmente ritengo l'introduzione del ticket una cosa negativa, che va contro le esigenze del cittadino. La categoria, naturalmente, si adeguerà per spirito di servizio, pur non essendo un nostro compito quello dell'accertamento dei redditi dei clienti. Non è un problema di costi - continua Fredducci - ma degli intoppi burocratici che potrebbero crearsi e che andrebbero a danneggiare chi ha bisogno di medicine: se una badante venisse a richiedere un farmaco per una persona anziana senza conoscere le nuove disposizioni o senza saper compilare un'autocertificazione, dovremmo forse rifiutarci di darle le medicine? Come Ordine abbiamo preparato delle locandine illustrative che sono state distribuite in ogni farmacia, ma non basta: è necessaria una campagna di informativa attraverso i mezzi di comunicazione».
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