Il Tirreno

Pontedera

La replica del presidente del circolo Arci: «Che vengano a trovarci, dopo un assaggio si ravvederanno»

Salvate il "cunigliolo" dalla padella

Luciano Gianfranceschi
A destra i volontari al lavoro in cucina in occasione della Sagra del cunigliolo fritto a La Serra; sotto un esemplare di coniglio
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A destra i volontari al lavoro in cucina in occasione della Sagra del cunigliolo fritto a La Serra; sotto un esemplare di coniglio

Sul web una catena di animalisti se la prende con la sagra de La Serra

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 SAN MINIATO. C'è chi s'impegna tra i volontari in una sagra anche il giorno di Ferragosto, per il sogno di una nuova Casa del Popolo, e chi contesta l'iniziativa perché sta dalla parte dei "cuniglioli" che finiscono fritti. Poco tempo fa era accaduto a Staffoli, i cui volontari Avis, per autofinanziarsi, avevano fatto finire nei piatti le pappardelle alla lepre; ed erano a loro volta stati messi all'indice.  Nel caso sanminiatese, le proteste sono state inviate, oltre che alla stampa, anche all'amministrazione comunale della città della Rocca, di cui La Serra è una verde frazione.  Una località che sembra quella d'altri tempi, per le relazioni umane: tutti si conoscono, si danno una mano l'un l'altro, anche il circolo Arci e la parrocchia. Ma una "catena" la fanno anche gli animalisti, con il medesimo testo contro la "7ª Sagra del cunigliolo fritto". Scrivono: "Do per scontato che sia legale visto che non usa animali vivi, cosa che la recente direttiva Brambilla vieterebbe. Resta in me una profonda perplessità e amarezza che una cittadina che tanto di più bello avrebbe da offrire ospiti un'iniziativa tanto becera e diseducativa. Che razza d'insegnamento pensate giunga alle giovani generazioni? Quale rispetto per il mondo del non umano? Dalle fotografie constato che siete una giunta di "giovani": ma i giovani non dovrebbero portare novità? Vi scriveremo in tanti per chiedere che il prossimo anno questa brutta, ma brutta, iniziativa non si tenga più". Rincarano la dose da Firenze: "Mi unisco alla protesta, c'è una parte di popolazione che ha sviluppato una certa sensibilità verso gli animali, queste manifestazioni sono sgradite a molte persone e poi non offrono niente di nuovo, sempre e solo mangiare, come dei trogloditi". E conclude un'altra: "In quanto animalista, sono rimasta inorridita da tale iniziativa e spero che nel futuro immediato investirete sui benefici della dieta vegetariana".  Il presidente del circolo Arci, Tiberio Mannaioni, non si arrabbia, grazie al successo di presenze. E all'impegno, in quanto la sagra riprende stasera e va avanti negli ultimi due fine settimana d'agosto. Così replica con ironia: «Se smettiamo di mangiare la carne, vengono i verdi che difendono il verde, e così va a finire che si muore di fame». Poi, continua: «Il coniglio, come il pollo, il suino, la mucca sono animali da tavola. Gli animalisti avrebbero ragione di prendersela, ma con chi mangia i gatti o i cani. E soprattutto con chi fa soffrire gli animali, ad esempio nei canili lager, oppure con i bracconieri che sparano alle specie protette, o le catturano. Il nostro coniglio fritto in tavola rinverdisce la tradizione contadina di un piatto di qualità. Se coloro che protestano vengono a trovarci - conclude - gli offriamo un assaggio e si ravvederanno».

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