La protesta
Il sogno prende il volo l'Aeroclub festeggia i suoi primi 20 anni
Andrea Lanini
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CAPANNOLI. Accidenti se ha preso quota, quel sogno. Si decollò coi primi deltaplani da un fazzoletto di terra del Romito, poco più di un orto; e oggi si atterra a Capannoli con velivoli ultramoderni su un manto erboso che per il Vds ("Volo da diporto e sportivo") nazionale è un imprescindibile punto di riferimento. Vent'anni di Aeroclub di Pisa: un successo della Valdera che ha messo le ali, un'avventura iniziata per gioco e continuata giocando sempre più seriamente. Storie di piloti, di eliche, di motori, di traversate pianificate, di lezioni su rotte, temperature e correnti, di ruote che accarezzano i prati mentre lo sguardo è rivolto al cielo, di lunghe ore passate con la testa felicemente tra le nuvole, di obiettivi testardamente mirati e raggiunti. I soci dell'Aeroclub hanno pure pubblicato un libro per festeggiare la ricorrenza. Un allegro collage di memorabili aneddoti che parlano di gente che sta bene per aria. In queste due decadi, sembrano suggerire quei volti sorridenti, chi è rimasto a terra non sa cosa si è perso. Ce ne sono parecchi altri, di pilastri. «A cominciare dal comandante Giampaolo Meotti, il primo presidente dell'Aeroclub», spiega Daniele Giorgetti, il presidente attuale, anche lui comandante (dopo aver pilotato gli F-104 per l'Aeronautica Militare, oggi sta ai comandi degli Airbus A-320 in forza alla Meridiana Fly), «e continuando con quelli successivi: Orrù e Ottaviani, che sono gli autori del libro; e Ermanno Ferro, il mio predecessore, pluricampione di paracadutismo e ex comandante della sezione Paracadutismo del Centro Sportivo Esercito. Sono stati bravi. Costruire tutto questo non è stato facile». Anche perché qui, negli ampi spazi verdi dell'aviosuperficie, è tutto volontariato. A parte Barbara, la segretaria, la cui presenza è costante e indispensabile, tutto il resto veleggia su base non retribuita. Qui si promuove il volo per passione. E la cosa sta riuscendo talmente bene che l'ultimo corso nazionale per istruttori di volo è stato ospitato dall'Aeroclub di Pisa (www.aeroclubdipisa.it). «Più di settanta piloti provenienti da tutta Italia. Un bel segnale, anche per l'aviosuperficie in sé. Per noi sono riconoscimenti importanti. Come importante è aprirsi al pubblico, farsi conoscere. Per questo ospitiamo i campi solari delle scuole, organizziamo eventi in collaborazione con altre realtà del territorio (riuscitissima, poco tempo fa, la giornata realizzata assieme al Vespa Club Pontedera, in occasione del raduno vespistico internazionale dedicato a D'Ascanio), proponiamo manifestazioni dedicate alle tradizioni locali, come quella che ci sarà tra poco, il 27 e 28 agosto: una due giorni interamente dedicata ai trattori d'epoca. E, ovviamente, ci saranno i nostri aerei, sarà possibile fare dei voli di prova, conoscere meglio, e da vicino, i velivoli che la nostra scuola utilizza per i propri corsi». Anche se va da sé che, per innamorarsi del volo, bisogna volare. Se amate i mezzi d'epoca, l'Aeroclub di Pisa fa al caso vostro, visto che, tra l'altro, promuove il recupero e il restauro di velivoli storici. Il presidente Giorgetti si dà da fare in prima persona: possiede due gioielli degli anni Quaranta, un Piper Cub ('44) e un Avia FL.3 reduce della Seconda Guerra ('41). Una gioia per gli occhi.
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