Il Tirreno

Pontedera

Il giudice ha deciso: dichiarato il fallimento della Tecnocontrol dopo l'istanza della Piaggio

Una veduta dall’alto della Piaggio; sotto il sindaco Simone Millozzi
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Una veduta dall’alto della Piaggio; sotto il sindaco Simone Millozzi

Ora si attendono le mosse del curatore nominato dal tribunale: in ballo le commesse per la casa della Vespa e il destino di 130 lavoratori

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 PONTEDERA. Nonostante il periodo di Ferragosto, il giudice Leonardo Magnesa ha preso la sua decisione: Tecnocontrol è stata dichiarata fallita in seguito all'istanza presentata da Piaggio. Si apre quindi uno scenario in cui il curatore fallimentare, nominato dal tribunale di Pisa, Antonio Nazaro, dovrà stabilire il futuro di buona parte del settore metalmeccanico della Valdera. Tempi rapidi per la decisione, visto che la scadenza del prossimo 29 agosto è vicina.  Per quel giorno la vicenda dovrà essere risolta. Quel lunedì mattina, infatti, si apriranno i cancelli dello stabilimento della Vespa per la ripresa produttiva e l'eventuale posticipo dell'inizio del lavoro dovrà essere scongiurata. In ballo ci sono le commesse di fornitura di materiali indispensabili per Piaggio che Tecnocontrol "girava" a Toscana Industrie. E proprio legato a questa azienda di Pontedera, facente parte del gruppo Caponi, è il caso dei 130 lavoratori (che non hanno riscosso lo stipendio di luglio), il cui destino dovrà essere chiarito con il lavoro di Nazaro.  Lo stesso commercialista pisano dovrà valutare i debiti di Tecnocontrol, capire la bontà o meno del comportamento dei titolari e prendere una decisione rispetto all'azienda. Nei prossimi giorni comincerà il lavoro di mediazione tra i numerosi creditori di Tecnocontrol e la stessa azienda. Si dovrà valutare anche l'intenzione di due aziende attive nel campo dell'alluminio, collegate a Piaggio, che sarebbero disposte a subentrare nell'attività di Tecnocontrol, facendo leva su crediti vantati nei confronti della stessa azienda di Collesalvetti. Questa sarebbe la soluzione migliore per snellire i tempi, ma non sarà facile inglobare anche i 130 dipendenti di Toscana Industrie in questa operazione.  «Come legale di Piaggio - spiega l'avvocato Antonio Calamia - avevamo capito fin da subito, in base alle carte in nostro possesso, che i presupposti per il fallimento erano evidenti. Adesso chiederemo un incontro con il curatore per far presente anche la nostra posizione». Nell'istanza di fallimento da 318mila euro presentata da Piaggio, hanno pesato anche un'ingiunzione presentata da Unicredit più molte altre situazioni in cui Tecnocontrol sarebbe stata indicata come creditrice. La stessa Piaggio, oltre ai 318mila euro, vantava crediti nei confronti dell'impresa per acquisto di materiale che avrebbe dovuto comprare Tecnocontrol.

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