La protesta
IL PRECEDENTE DI STAFFOLI
Alla festa dell'Avis rimase indigesto il sugo di lepre
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SANTA CROCE. Non era nemmeno cominciata la 29ª Festa del donatore Avis, con la sagra della pappardella alla lepre «cucinata secondo un'antica ricetta contadina del luogo», che già gli animalisti avevano contestato la kermesse mediante internet: «Invece delle pappardelle con i resti delle povere lepri, non sarebbe meglio cucinare delle buone pappardelle ai funghi porcini?». Eppure le finalità erano, e sono, sociali: una festa gestita dai volontari, per sensibilizzare sulla donazione del sangue e del midollo osseo, oppure degli organi. Un impegno meritorio, ma anche notevole, perché ha coinvolto tutti i fine settimana, dal giovedì (serata giovani con pizza e birra) alla domenica, per tutto il mese di luglio. Nel mese più caldo, invece di pensare alle vacanze, c'è chi prendeva qualche giorno di ferie per dare una mano in cucina oppure tra i tavoli. La replica di Roberto Gronchi, presidente dell'organizzazione Pro loco di Staffoli, che presso il tendone in via Foscolo seguiva l'opera dei volontari di ogni età, fu immediata: «La polemica è fuori luogo, la lepre è un alimento come lo sono il coniglio, il pollo, e così via. Invece, salvo le balene perché sono una specie protetta, ritengo che una presa di posizione così drastica sia controproducente per i promotori stessi». E gli animalisti che minacciavano contestazioni sul posto, non si sono mai fatti vedere a Staffoli. L.G.
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