La manifestazione
«Schiacciata dalla burocrazia, mi ritiro»
Francesca Suggi
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Una delle zone interessate dalla protesta che due anni fa portò alloccupazione del municipio di Fauglia Fauglia: salta la costruzione delle ville. Lo sfogo dell'imprenditrice
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FAUGLIA. Di quelle sei villette in costruzione in via Valderanda resta, al momento, solo un maxi cartello all'inizio dello stradello. Il progetto? Stritolato «dalla burocrazia e da scelte sbagliate della passata amministrazione che hanno paralizzato l'operazione per anni e adesso con la crisi del mercato edilizio non sono più nelle condizioni di portare avanti il tutto». Ogni parola suona come un pugno nello stomaco per l'imprenditrice Bianca Francesca Viscoli. E' sempre lei che nell'aprile 2009 aveva "occupato" il Comune per avere delle risposte dalla ex giunta Froli. Tre anni sono passati. 36 mesi, che sommati ad altrettanta attesa mettono la donna, residente a Livorno, con l'acqua alla gola. «Ho fatto il contratto di compravendita di quei terreni edificabili nel 2006. L'amministrazione ci aveva sempre dato tutte le garanzie del caso, ovviamente frutto di scelte sbagliate che hanno portato a questo finale». Si sfoga lei che, a causa di tutto questo ritardo, ha perso da tempo i compratori interessati a questi quattro blocchi di villette mono e bi-familiari, da costruire seguendo i principi della bio-edilizia. Un affare da oltre un milione di euro che va in fumo. Sì, perché anche se adesso tutto il progetto ha avuto l'ok definitivo dall'attuale consiglio comunale di Fauglia, come conferma l'assessore Fulvia Petrini, saltano fuori altri problemi. Quelli legati alla natura di via Valderanda: in corso ancora da anni c'è, infatti, un contenzioso tra Comune e frontisti. Al vaglio del giudice la natura della via: pubblica o privata? In effetti si tratta di uno stradello fragile, sterrato, con una manciata di villette a destra e a sinistra, dove il peso di una nuova lottizzazione sarebbe andata a caricare, eccessivamente, un'area povera di servizi e incapace di reggere pressioni antropiche. «Per la rete idrica io mi dovrei accollare la spese per realizzare anche le tubazioni, questo perché fino a che il giudice non si pronuncerà per Acque spa la strada è privata, quindi ogni miglioria sarebbe a carico mio». Vuoi la crisi del settore, metti i ritardi che hanno paralizzato l'operazione, aggiungi i compratori che ripiegano su altre soluzioni: la lottizazione sarà difficilmente realizzabile. «Con questa amministrazione ho avuto la possibilità di un confronto, almeno quello, visto che in precendenza non riuscivamo neppure a parlare con gli amministratori, tanto che ho dovuto occupare il Comune». L'amarezza è tanta. Per l'imprenditrice si trattava di una prima, vera scommessa nel campo edilizio. «E' andata male, non pensavo che sarei stata schiacciata dalle scelte sbagliate della politica», conclude.
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