La manifestazione
Qui si cuce per salvare vite
Jacopo Paganelli
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Iria Parlanti e la sartoria della solidarietà Iria e la "sua" Sartoria della Solidarietà in via Curiel a Fornacette
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CALCINAIA. Una vita spesa per gli altri, al servizio della collettività. Questo in sintesi il lavoro di Iria Parlanti e Mauro Pistolesi, due coniugi fornacettesi davvero altruisti. Mauro dirige l'Auser comunale, associazione che permette agli anziani di Calcinaia e Fornacette di villeggiare sul Serra e a Uliveto Terme, e che ogni anno partecipa ai campeggi dell'associazione Libera nei territori confiscati alle mafie, provvedendo a cucinare per i ragazzi che coltivano le terre. Iria, invece, è l'organizzatrice della Sartoria della Solidarietà, un angolo di socialità e lavoro in via Curiel a Fornacette. Nato nel 2001 come centro per anziani nel vano messo a disposizione dalla Banca di Fornacette, la Sartoria ha aderito negli anni a numerose iniziative di volontariato, specie quelle indirizzate ai bambini dei paesi più poveri del mondo. «Ci riuniamo tre volte alla settimana per accontentare anche quelle donne che magari storcono il naso all'idea di cucire», entra nel merito Iria. «Stiamo insieme, parliamo, raccontiamo agli altri la nostra vita e i nostri piccoli problemi. Ma, soprattutto, confezioniamo bamboline di pezza per l'Unicef, le pigotte: ognuna di esse permette di salvare un bambino. Nel 2010 ne abbiamo confezionate ben settecento. Da tre anni inviamo centinaia di indumenti confezionati da noi a suor Valeria Amato in Guinea Bissau, la quale dirige un ospedale pediatrico e un nosocomio per lebbrosi. Da là ci richiedono tutto quello che occorre per un parto: camicie da notte per le donne, camicini da neonato, pigiami, lenzuoli da culla, federe e coperte. Solo per l'ospedale, in un anno, abbiamo preparato ben 13mila bende e suor Amelia ci ha raccomandato di fermarci per un po' di tempo». L'occorrente lo trovano nella generosità di una comunità che sa dell'impegno mai pago di questi anziani. «Noi non compriamo assolutamente nulla: le persone ci portano aghi, spago e macchine da cucire che magari non adoperano più. Addirittura, la banca ci regalò diversi blocchi notes, che noi inviammo prontamente alla missione in Guinea». Un lavoro che serve a migliorare sempre più la tecnica e la manualità, trasmessa poi alle bambine delle scuole comunali. «Molte bambine hanno partecipato ai nostri corsi di cucito», continua Iria. «L'anno scorso erano quasi un centinaio, mentre quest'anno ne abbiamo quaranta, una cifra più umana». Non si contano, poi, le svariate raccolte fondi che la Sartoria ha organizzato negli anni per scopi di beneficienza. «Abbiamo inviato 1.500 euro e tantissimi indumenti in occasione del terremoto in Abruzzo. Non ci siamo tirati indietro neppure nel sostegno a due bimbi di Calcinaia che necessitavano di interventi chirurgici particolari e a quelli colpiti dalle mine in Libano. Al centro di ricerca sul cancro di Milano abbiamo donato quasi 10mila euro». Proprio l'informazione scientifica è al centro dell'ultimo versante su cui si gioca lo sforzo altruistico di Iria e compagne. «In collaborazione con l'Unione dei Comuni abbiamo organizzato una serie di incontri ("Donne in-formazione") con donne italiane e straniere. Con al centro i problemi legati alla femminilità, come la contraccezione e i tumori al seno e all'utero». Piena soddisfazione dell'assessore al sociale Francesco Sangiovanni. «Lì si è creata una grande famiglia, che supplisce ai tagli sempre più forti del governo centrale».
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