Il Tirreno

Pontedera

Festival del pensiero popolare, bilancio coi fiocchi

La Filarmonica “Giuseppe Verdi” protagonista del palio
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La Filarmonica “Giuseppe Verdi” protagonista del palio

Migliaia le presenze per una lunghissima serie di eventi, originali e di qualità

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 SAN MINIATO. Davvero eccezionale il successo del terzo Festival del pensiero popolare di San Miniato, che si è chiuso lunedì sera in piazza Buonaparte, con il concerto della Filramonica Giuseppe Verdi diretta dal maestro Stefano Mangini.  Parecchie migliaia le presenze, per una serie lunghissima di eventi, tutti originali, spesso unici, sempre di altissima qualità. Basti citare per tutti "Saxa Luquuntur. Le mura di San Miniato raccontano ciò che sanno", una vera e propria festa della via Francigena con l'attraversamento degli antichi vicoli che circondavano San Miniato e che permettevano il rapporto tra la città e una campagna evidentemente molto più vitale di oggi. Le quasi trecento persone che si sono date appuntamento in via Carducci, all'inizio del Vicolo del Fortino, danno la misura del successo del Festival. Sono scesi lungo la collina, con scarpe da trekking, bastoni, borracce, guidati da Eraldo, un falconiere con in mano uno splendido falco reale, insieme ad attori e musicisti, che hanno allietato gli intervenuti con uno spettacolo dove le mura e i piedi, le gambe, hanno parlato della storia di questo luogo magico, da anni dimenticato e solo da poco riscoperto dall'Associazione Moti Carbonari.  Il percorso è finito sotto il Palazzo Vicariale, nell'antico orto di Palazzo Roffia, la sede della Misericordia. Il gruppo ha poi proseguito verso piazza Buonaparte, dove l'attendeva l'aperitivo del pellgrino, offerto da Giacomo Gozzini, assessore al turismo di San Miniato, che ha più volte dichiarato come il Festival del pensiero popolare fosse la più bella e originale manifestazione della città.  Delle tante cose viste e organizzate durante il Festival, non si può non citare i giochi popolari, che erano la parte più importante dell'antico Palio di San Rocco, ma anche "Giovani orizzonti", la rassegna di cinema, che ha fatto incontrare registi, attori,animatori di un cinema non solo di giovani, ma sui giovani. A questi giovani ha dedicato molte riflessioni e la maggior parte del suo lavoro, un uomo più volte acclamato dal pubblico della festa, una figura che gli organizzatori hanno ritenuto meritevole di segnalazione nella nostra disperata società contemporanea, quella di Paolo Coccheri, che attraversando una vita dedicata al teatro, ha scoperto anche la vocazione di animatore sociale, lavorando nei quartieri a rischio di Palermo o di Napoli, ma anche di altre parti d'Italia, fondando le cosiddette "Ronde della carità", che muovono, solo in Italia, quasi quarantamila persone.

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