Il Tirreno

Pontedera

Due nuovi soci per salvare la Tecnocontrol

Andreas Quirici
Il sindaco Millozzi e una veduta aerea degli stabilimenti Piaggio
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Il sindaco Millozzi e una veduta aerea degli stabilimenti Piaggio

L'ipotesi a poche ore dalla decisione del giudice sull'istanza di fallimento

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 PONTEDERA. Una sentenza molto attesa quella che il giudice Leonardo Magnesa dovrà emettere sull'istanza di fallimento presentata da Piaggio nei confronti di Tecnocontrol, azienda fornitrice del colosso pontederese delle due ruote che rischia di bloccare la ripresa produttiva prevista per il 29 agosto. Una situazione difficile che potrebbe essere sbloccata dall'ingresso sulla scena di due imprenditori nel campo dell'alluminio, creditori a loro volta di Tecnocontrol, pronti a rilevarne l'attività.  Tempi stretti. Dopo l'udienza dei giorni scorsi alla sezione fallimentare del tribunale di Pisa, il giudice si è preso qualche giorno per riflettere prima di prendere una decisione. Dal suo pronunciamento dipenderà il futuro di questa vicenda che entro il 29 agosto dovrà essere risolta. O almeno questo sperano un po' tutti, dalla Piaggio al sindaco Simone Millozzi, passando dai sindacati e naturalmente gli operai di Toscana Industrie di Pontedera e di Tecnocontrol di Collesalvetti. In tutto 130 lavoratori che non hanno mai smesso di produrre pezzi per Piaggio, ma che per problemi puramente societari e di rapporti fra imprese rischiano di perdere il loro posto. Tecnocontrol, tramite Toscana Industrie, rifornisce la fabbrica della Vespa, ma il meccanismo sembra giunto davvero al capolinea se saranno confermate le voci che indicano due aziende pronte (con l'aiuto di Piaggio) a rilevarne l'attività, salvando i posti di lavoro e la catena produttiva che passa da Piaggio, ma che poi si propaga in tutto l'indotto.  Credito conteso. «Abbiamo dimostrato che il nostro cliente Tecnocontrol non è debitore nei confronti di Piaggio», era stato il commento di esponenti dello studio legale Brini di Pontedera poche ore dopo l'udienza davanti al giudice Leonardo Magnesa. Il debito sarebbe di poco più di 300mila euro che Tecnocontrol era stato chiamato a saldare dalla Cassa di risparmio di Volterra e che sarebbe poi stato acquisito dalla stessa Piaggio. Controversie societarie che sanno quasi di ultimo atto di un rapporto particolare tra le due realtà imprenditoriali. Già nei mesi scorsi si era verificato un ritardo nella consegna delle commesse da parte di Tecnocontrol che aveva costretto Piaggio a tenere ferme alcune linee di montaggio per mancanza di materiale. Questa ulteriore puntata della querelle, però, dovrebbe portare a una soluzione definitiva dell'intera questione.  Millozzi aspetta. L'attenzione del sindaco di Pontedera su questa situazione è massima. Nei giorni scorsi ha ricevuto i rappresentanti sindacali, sia quelli interni a Toscana Industrie, sia i segretari provinciali delle quattro sigle. L'appello che è seguito a quell'incontro è stato del tipo «Fate quel che volete, ma trovate una soluzione». Del resto, se il meccanismo di fornitura di Piaggio e la sua distribuzione di commesse sul territorio dovesse saltare si aprirebbero scenari piuttosto oscuri per la Valdera. Senza contare le paure che un giorno Piaggio possa decidere di abbandonare definitivamente le aziende pisane dell'indotto e rivolgersi alla produzione a bassi costi del Far East, dove già mantiene interessi economici molto importanti per i suoi equilibri produttivi. Eventualità che, al momento, potrebbero essere scongiurate dalla soluzione di cui tutti parlano, ma che non ha ancora trovato l'ufficialità, dell'istanza di fallimento di Tecnocontrol.

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