Il Tirreno

Pontedera

Chianni, la riflessione dell’ex sindaco sulle ultime vicende: la giunta deve confrontarsi di più col partito

«Meglio intervenire da Pisa che rischiare il Comune»

Francesca Suggi
L’ex sindaco di Chianni Adriano Tempesti
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L’ex sindaco di Chianni Adriano Tempesti

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 CHIANNI. Meglio intervenire per tempo che rischiare di perdere il Comune. Alle prossime elezioni, intende l'ex sindaco di Chianni Adriano Tempesti. Super partes, col cuore rosso, l'ex amministratore ripercorre gli ultimi eventi chiannerini e lancia un triplo appello. Il primo all'attuale giunta: «Dovrebbe tornare a confrontarsi di più col direttivo del partito locale». L'altro alla segreteria pisana: «Il partito da Pisa dovrebbe essere più presente, rivedendo eventualmente anche i ruoli di qualche amministratore». L'ultimo va verso le minoranze: «Lungi da me sostenere le loro posizioni - premette - ma dico che l'amministrazione dovrebbe riprendere un dialogo con l'opposizione».  Chiarezza prima di tutto. Chiarezza verso i cittadini, la parola chiave che, secondo l'ex politico, latita. Al momento. Discarica, cave, fotovoltaico, la questione dei lavori alla piscina all'aperto autorizzati inizialmente da un permesso verbale del vicesindaco: questi i 4 grandi temi sul quale Tempesti si confronta. «Spesso per strada le persone mi fermano chiedendomi aggiornamenti, perché confronti pubblici ce ne sono pochi». Tempesti prova a lanciare un appello ai "suoi". A quella compagine che lui in campagna elettorale ha sponsorizzato di casa in casa. «Una volta uscito ho partecipato ben volentieri anche alla scelta dei consiglieri, come richiestomi dal partito». E precisa: «Voglio chiarire che politicamente mai mi rimetterei in gioco, al massimo metterei a disposizione la mia esperienza».  Sulla piscina. Poche parole ma chiare quelle di Tempesti. «Nelle mie giunte non sarebbe potuto succedere che un assessore desse autorizzazioni senza che il sindaco non lo sapesse, altrimenti a che serve incontrarsi?». Sull'eventualità, per fortuna non capitata, di incidenti durante l'apertura impropria dei lavori all'impianto all'aperto sottolinea: «La responsabilità rispetto agli eventi sarebbe stata duplice, della ditta ma anche del committente, in questo caso il Comune».  Più confronto col partito. L'ex sindaco non ha mai mancato una riunione tra il direttivo Pd locale e gli amministratori. E racconta un episodio per lui indicativo: «La sera prima del consiglio comunale sul fotovoltaico, quando c'era in ballo lo studio per individuare le aree dove fare impianti - dice - ci riunimmo. Si decise che quei punti sarebbe stati rimandati. Il giorno dopo la giunta decise di trattarli. Fu un atto grave verso il direttivo locale».  Come risollevare la situazione attuale? «Se fossi stato il sindaco sul caso piscina avrei riconosciuto pubblicamente l'errore e poi avrei deciso che fare. Seguire le procedure è una regala». E invita il partito, da Pisa, a essere più presente: «Gli amministratori passano, ma il partito resta».

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