La manifestazione
Ma ogni argomento è buono per... litigare
Tra i sindaci già accesa la diatriba su chi guiderebbe il nuovo ente
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VALDARNO. A dispetto dei buoni propositi, il dibattito sull'Unione dei Comuni del Valdarno si apre subito con un botta e risposta tra amministratori. «I tempi sono maturi per parlarne seriamente - dice il sindaco di Montopoli Alessandra Vivaldi -; credo che questo sarà il tema dell'autunno». In realtà la discussione si è già aperta, innescata proprio dalle parole della stessa Vivaldi, che nei giorni scorsi aveva lanciato la proposta di un liceo unico del Valdarno: «Una delle prime questioni da affrontare al tavolo dell'Unione dei Comuni». Il tema, però, ha subito messo in luce il contrasto tra il Comune di San Miniato, che reclama il ritorno del liceo nella vecchia collocazione, e le altre tre amministrazioni del comprensorio, che chiedono invece una localizzazione più baricentrica. Proprio parlando del liceo, il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini aveva rilanciato con forza il tema dell'Unione, candidando il proprio Comune al ruolo di capofila. «Più volte - aveva ricordato - mi sono proposto per seguire e guidare il percorso verso l'Unione. Adesso bisogna parlarne seriamente, senza perdere altro tempo, in modo da razionalizzare compiti e risorse delle nostre amministrazioni, con grande beneficio per i cittadini. Basta guardare alla Valdera, dove grazie all'Unione le amministrazioni riescono ad investire in opere pubbliche, nonostante il patto di stabilità, realizzando infrastrutture fondamentali per il territorio. Anche a livello industriale il comprensorio è una delle aree più importanti d'Europa; è giunto il momento di mettersi insieme». Le posizioni di Gabbanini, tuttavia, dalla questione del liceo fino all'autocandidatura a guida dell'Unione, non sono affatto piaciute negli altri Comuni. Dalla segreteria provinciale Pd arriva infatti la replica congiunta di Cristian Pardossi e Giulia Deidda, assessori a Castelfranco e Santa Croce. «Se ci debba essere un Comune capofila - scrivono - è proprio l'ultima delle questioni da discutere, non il punto di partenza: prima facciamo l'Unione, poi discuteremo chi ne dovrà avere la presidenza. Se davvero tutti crediamo in questa prospettiva è ora di dare segnali coerenti. Ci pare interessante, ad esempio, la proposta del sindaco di Montopoli per un nuovo vero polo scolastico zonale: ci aspettiamo che su questa proposta tutti siano aperti al confronto e non si chiudano in campanilismi di retroguardia, poco coerenti con posizioni di sostegno incondizionato all'Unione. Quella del polo scolastico è solo una delle questioni che costituiranno il banco di prova, senza dimenticare le gestioni associate dei servizi, le linee di bilancio condivise e una pianificazione urbanistica zonale. Con l'autunno il confronto dovrà cominciare a entrare nel merito, lasciando da parte sterili discussioni sugli organigrammi». «Dobbiamo mettere da parte i vecchi campanilismi - aggiunge il sindaco di Castelfranco Umberto Marvogli -. Questo non significa rinunciare alla propria identità, all'attaccamento verso il proprio paese, a cui noi toscani teniamo particolarmente, ma solo rendersi conto che più campanili insieme possono fare la differenza». «Per il prossimo autunno - concludono Pardossi e Deidda - il coordinamento di zona si è dato un piano di lavoro che mette al centro proprio il tema dell'Unione dei Comuni: se ancora non c'è stato il tempo di approfondirlo, è solo perché ci siamo tutti occupati di questioni controverse che hanno coinvolto singoli Comuni della zona e che sono ancora oggetto di un vivace dibattito pubblico». G. P.
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