San Miniato Basso, un buco nero in un comprensorio contradaiolo
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SAN MINIATO. Se la si guarda dall'alto, San Miniato Basso appare come un buco vuoto nella cartina dei numerosi palii del comprensorio e del Valdarno in generale. In una terra ricca di tradizioni contradaiole più o meno di spicco come questa, è strano non trovare una competizione tra rioni in un paese che conta circa 10mila abitanti. Senza stare a ricordare il famoso Palio di Fucecchio, esistente dal 1981 ma che riprende una tradizione risalente al XIII secolo, nella zona si possono elencare numerosi esempi di palii ben riusciti. Il Palio del Cuoio di Ponte a Egola e quello dei Barchini di Castelfranco sono giunti rispettivamente alla 24ª e 25ª edizione, riuscendo a mantenere grande partecipazione negli anni. Senza dimenticare gli altri di San Lazzaro a Ponte a Elsa, e del Papero di Balconevisi. Chissà che San Miniato Basso non riesca a ridare vita al suo palio, proprio come è riuscito agli abitanti del capoluogo che fino al 16 vedranno la 3ª edizione del rinato Palio di San Rocco che tradizionalmente vivacizzava le notti sanminiatesi di metà agosto. (g.r.)
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