La protesta
Per Bhalobasa di Perignano dal 2009 ad oggi sono circa 800 i sostegni venuti a mancare dai progetti per i più poveri
La crisi frena le adozioni a distanza
Filippo Bernardeschi
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Alessandro Cipriano, presidente della onlus Bhalobasa. A destra, un gruppo di bambini dello Sri Lanka seguiti dallassociazione Sostegni interrotti, telefonate per avere posticipi di pagamento dalle associazioni
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PERIGNANO. Sostegni interrotti, telefonate che richiedono posticipi di pagamento, studi che rischiano di restare incompleti. La crisi colpisce le adozioni a distanza. Sempre più cittadini, una volta fatti i conti in tasca, scoprono che quei 50, 100 o 200 euro di beneficienza sono diventati un lusso. Un lusso che non possono più permettersi. Il fenomeno si è aggravato negli ultimi due anni, con l'acuirsi della crisi, e viene reso noto dalla onlus Bhalobasa di Perignano I dati parlano chiaro: dal 2009 ad oggi, sono circa 800 i sostegni in meno, quei contributi spontanei versati mensilmente da privati cittadini per garantire a un ragazzo indiano, o africano, il diritto allo studio. «Per ammortizzare questo calo - spiega il presidente di Bhalobasa, Alessandro Cipriano - nel 2010 abbiamo istituito il progetto "emergenza sostegni", in modo da concentrare ogni risorsa al fine di far ultimare gli studi a quei ragazzi che li avevano già iniziati, e che altrimenti rischiavano di doverli interrompere a metà». Uno stratagemma in grado compensare le perdite del 2010: emergenza sostegni ha smosso fondi per 50mila euro, permettendo a Bhalobasa di chiudere il bilancio in parità. «Ultimamente registriamo segnali positivi - continua Cipriano - e ci auguriamo di poter chiudere l'emergenza nel 2012». Restano lontani gli anni in cui ogni dodici mesi si annotavano 200 adozioni in più. E il fenomeno non riguarda solo Bhalobasa: in India, secondo Cipriano «Alcune associazioni americane hanno bloccato per due anni l'erogazione di contributi» e altre realtà italiane si trovano in difficoltà. Ma c'è anche chi se la cava meglio, come il Movimento Shalom, che fra il 2009 e il 2011 ha visto un incremento di adozioni, passate da 8258 a 8910. «I revisori strabiliavano di fronte al bilancio - commenta Don Andrea Cristiani, fondatore del movimento - perché nonostante la crisi le cifre sono buone». Ma anche qua, di recente, si è notato un rallentamento e alcuni ritardi nel versamento delle quote. Chi disdice le adozioni o chiede di rinviare il versamento sono perlopiù donne anziane in pensione, oppure famiglie monoreddito. Gli operatori e i volontari tengono a specificare che non esiste alcuna concorrenza fra le varie realtà associative: ognuna possiede caratteristiche diverse, ma lo scopo è lo stesso: dare una chance a bambini in difficoltà. Invitano invece a considerare bene la decisione prima di disdire un sostegno.
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