Il Tirreno

Pontedera

Nuove polemiche sulla raccolta porta a porta

Il Comitato attacca l'amministrazione «L'assessore risponda anche a noi»

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 SANTA CROCE. Non si placa la polemica sul porta a porta a Santa Croce e, soprattutto, sull'esistenza di un piano di fattibilità di questo tipo di raccolta. Nonostante le rassicurazioni del sindaco sull'operato del suo vice, e assessore all'Ambiente Giulia Deidda, le cui dimissioni sono state chieste da Centro Destra per Santa Croce - Io amo l'Italia (si veda articolo a fianco), ora anche il Comitato civico per la tutela dell'Ambiente e del cittadino vuole vederci chiaro.  A un mese di distanza dal consiglio comunale in cui fu illustrato il porta a porta, e richiesti i documenti del piano di fattibilità, il Comitato lamenta di non avere ancora risposte. «Né tanto meno è emersa documentazione comprovante l'esistenza di un progetto serio e articolato che potesse fugare tutte le perplessità poste all'attenzione dell'amministrazione», aggiunge il Comitato. «Il dubbio - prosegue - è che a domande chiare non esistano risposte altrettanto trasparenti proprio perché alla base del progetto di raccolta "porta a porta" non c'è uno studio approfondito».  Quella del comitato civico non è "un'importante ed appassionante sfida del porta a porta", come ha dichiarato l'assessore, ma una richiesta ben motivata e quindi legittima «che - dice il Comitato - si scontra con un atteggiamento chiuso e di negazione da parte di questa amministrazione comunale che non fornisce documenti o li consegna non aggiornati».  Un'amministrazione pubblica deve rendere conto del proprio operato. Perciò il Comitato chiede: «Mandando i volontari delle associazioni nelle case e lasciando, alla maggior parte dei cittadini assenti, un semplice biglietto per ritirare i kit a settembre, si può sostenere che un cambiamento tanto radicale delle abitudini dei cittadini sia sufficientemente sostenuto e motivato dall'operato dell'amministrazione? Non sarebbe stato più opportuno dare la possibilità ai cittadini ottenere le doverose spiegazioni, lasciando loro un bigliettino con un appuntamento che gli avrebbe permesso di organizzarsi e farsi trovare casa in orari opportuni? Certamente, diciamo noi, una visita improvvisata organizzata per sezioni elettorali non è un caso esemplare di campagna informativa».  Altri problemi, poi, sono emersi, ad esempio la raccolta durante le festività. Il primo scoglio ci potrebbe essere il 1º novembre, giorno del ritiro del multimateriale. Cosa succederà visto che è festa? I cittadini dovranno tenerselo in casa per 15 giorni? Il Comitato ritiene inoltre che si dovrebbe suddividere il territorio in aree e verificare dove vi sia prevalenza di industrie, attività commerciali, abitazioni in modo da rispondere alle esigenze specifiche di ognuna? Il centro storico, ad esempio, è una zona più delicata da trattare.  «E - conclude il Comitato - come intende dimostrare l'amministrazione che l'aumento del 15% della Tarsu è effettivamente necessario?».

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