Il Tirreno

Pontedera

Da Ponsacco a Santiago in bici

Alessandro Caroti
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Alessandro Caroti

I giorni del cammino raccontati dal commerciante

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PONTEDERA. Pioggia, sole o grandine non spaventano i pellegrini lungo il cammino di Santiago de Compostela. Lo ha sentito tante volte dire Alessandro Caroti, 50 anni compiuti lo scorso aprile, commerciante di Ponsacco, con un negozio a Pontedera.  La passione per la bici non gli manca e i racconti del professor Giovanni Carrara di Pontedera, più volte andato in pellegrinaggio a Santiago de Compostela, hanno convinto Caroti che quest'anno un po' del suo tempo delle ferie lo poteva impegnare per raggiungere il santuario che ogni anno è meta di migliaia di donne e uomini provenienti da tutto il mondo. Un viaggio che molti, come lo stesso Caroti, affrontano in solitudine, altri in gruppo, soprattutto chi lo fa a piedi. 

Ottocento sono i chilometri del cammino che il commerciante di Ponsacco, sposato con due figlie, ha percorso con la sua inseparabile bici, dormendo negli ostelli o nei monasteri, attraversando i Pirenei. «Ho conosciuto moltissime persone, arrivate da tutta l'Europa - dice - anche se sono partito da solo, non mi sono mai sentito solo. Sul cammino ho incontrato tanti viandanti. La loro gentilezza è impressionante. È un'esperienza che arricchisce, che consiglierei a tutti, in particolare ai giovani».  Caroti è partito da Ponsacco con un furgone e l'inseparabile due ruote la notte tra il 29 e il 30 luglio scorsi. È arrivato a Saint Jean Pied de Port, pronto a iniziare l'itinerario spirituale e ricco di storia e cultura. Giorni e giorni di fatica, sempre pedalando, anche quanto il tempo non era clemente. Freddo e vento, temporali estivi, non hanno fermato Caroti, così come succede ai moderni pellegrini su un percorso già conosciuto nel Medioevo. «Il 9 agosto sono arrivato a Santiago - racconta il commerciante di macchinari per calzature - Devo dire che ci sono stati momenti di difficoltà ma quando sono arrivato davanti alla cattedrale è passato tutto in secondo piano». Il mistero di rinnova. «La soddisfazione che si prova nell'avere concluso il cammino - aggiunge Caroti - è talmente grande che la fatica non si sente più. Sono rimasto molto colpito dall'ospitalità delle persone che ho incontrato. Ho avuto un problema alla bicicletta e subito c'è stato chi si è offerto per darmi indicazioni, per aiutarmi a cercare un meccanico. "Buon cammino", è stato il saluto al momento della partenza dopo la sosta forzata.

Grande è poi la compostezza dei pellegrini che percorrono l'itinerario». Zaino e bici sono stati per una settimana e mezzo inseperabili compagni di viaggio. Poi il rientro a casa, in famiglia. Prima di tornare al lavoro, dopo le ferie d'agosto, Caroti ha tempo per una vacanza con la famiglia. «Era da tempo che pensavo di fare questa esperienza. La ripeterei volentieri, magari anche insieme ad altre persone».


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