Il Tirreno

Pontedera

La decisione slitta: c’è il rischio che alla ripresa del 29 agosto la produzione possa essere bloccata

Tecnocontrol, il giudice prende tempo

Andreas Quirici
Due operai al lavoro all’interno di una officina meccanica dell’indotto Piaggio
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Due operai al lavoro all’interno di una officina meccanica dell’indotto Piaggio

Ieri l'udienza sulla richiesta d'istanza di fallimento per l'azienda dell'indotto

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PONTEDERA. Servirà una riflessione da parte di Leonardo Magnesa, giudice delegato della sezione fallimentare del tribunale di Pisa per risolvere la vicenda tra Piaggio e Tecnocnotrol che rischia di bloccare il rientro in fabbrica dei lavoratori della Piaggio. Le parti si sono incontrate ieri mattina in un'udienza in cui sono stati i documenti a farla da padrone. Da un lato del tavolo lo studio Brini in difesa di Tecnocontrol. Dall'altra il professor Antonio Calamia, rappresentante legale di Piaggio in questa istanza di fallimento richiesta dall'azienda della Vespa nei confronti dell'impresa fornitrice in base a un credito di poco più di 300mila euro vantato dalla stessa Piaggio nei confronti di Tecnocontrol e che sarebbe stato acquisito dalla Cassa di Risparmio di Volterra.  «Abbiamo dimostrato che Tecnocontrol non ha nessun debito nei confronti di Piaggio - dicono dallo studio Brini - anzi, i nostri clienti sono creditori per la fornitura realizzata in questo ultimo periodo». Vicenda controversa, complicata, con molti soggetti in ballo e alcuni aspetti societari e d'intrecci tra le parti ancora tutti da chiarire. In mezzo a tutto questo, nei giorni scorsi, si sono dovuti inserire sindacati e istituzioni che hanno chiesto congiuntamente una «qualsiasi» soluzione pur di non far pagare i danni della disputa agli operai di Toscana Industrie, l'azienda collegata a Tecnocontrol, ma anche alla normale attività produttiva di Piaggio e quindi dell'intero indotto.  «Durante l'udienza - ha proseguito un rappresentante dello studio Brini - abbiamo ribadito la disponibilità di Tecnocontrol di trovare una soluzione che non incida sulla ripresa lavorativa di Piaggio e dell'indotto». Parole già pronunciate nei giorni scorsi dal fornitore di Piaggio e che potrebbero trovare uno sbocco nei prossimi giorni. Non prima, però, che dalla sezione fallimentare del tribunale di Pisa venga presa una decisione rispetto all'istanza presentata da Piaggio. Il giudice si è riservato di decidere e ha preso tempo per dare la sua definitiva parola sulla vicenda. Difficile dire quando arriverà la sentenza. Visto il periodo estivo e a ridosso di Ferragosto probabilmente serviranno alcuni giorni prima del pronunciamento.  Intanto, sindacati e istituzioni aspettano che qualcosa si muova. L'appello è stato lanciato, ma la speranza è quella di riuscire a porre fine alla questione nel brevissimo periodo. Il timore è che il prossimo 29 agosto, giorno in cui gli operai dovrebbero tornare a lavoro nella fabbrica di viale Rinaldo Piaggio, l'attività produttiva slitti a data da destinarsi. Uno scenario da scongiurare secondo il sindaco Simone Millozzi e le rappresentanze sindacali che spaventa non poco il territorio. «Mi auguro - sottolinea il primo cittadino - che tutto si chiarisca in tempi rapidi. Che la decisione arrivi entro il 29 agosto, giorno della ripresa della produzione, senza intoppi e ostacoli. C'è da tenere conto che ci sono centinaia di famiglie col fiato sospeso. Ancora una volta mi propongo quale garante per arrivare a una soluzione che coinvolga tutte le parti interessate».

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di Redazione web