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Pontedera

La slealtà totale del lavoro nero

La slealtà totale del lavoro nero

Contino della Cgil invita a un incontro le aziende conciarie

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 SANTA CROCE. «Con la crisi, nel 2008, sono sempre più frequenti le situazioni di illegalità nel settore conciario, in particolare nelle piccole aziende conto terziste: facendosi scudo della crisi e della carenza di lavoro utilizzano lavoratori al nero, mettono a repentaglio la salute e la sicurezza dei dipendenti, evadono tasse e contributi, chiudono e riaprono con altra denominazione. Ciò gli consente di operare prezzi più bassi creando di fatto una concorrenza sleale rispetto alle aziende che si attengono alle regole; il sindacato più volte ha sollevato questo tema».  È Domenico Contino della Cigl a prendere spunto dai dati forniti dalla responsabile della direzione provinciale del lavoro sulle 51 aziende conciarie ispezionate nei primi 6 mesi dell'anno da cui emerge che nel 62% di esse sono state riscontrate irregolarità: «A conferma - dice- dei nostri sospetti e delle nostre preoccupazioni».  Ovviamente secondo Cortino è sbagliato generalizzare: «Le gravi irregolarità riscontrate sono nelle aziende ispezionate, il 62% quindi non è riferito a tutte le aziende che sono circa 800, la gran parte di esse si attengono alle regole ed anzi hanno reso possibile, di concerto col territorio, che il distretto conciario di Santa Croce sia unanimemente riconosciuto quale punto di eccellenza nel panorama mondiale».  Però, si chiede Contino, come è stato possibile non rendersi conto che «certi prezzi erano chiaramente originati dal non rispetto delle regole, che questo era possibile solo sfruttando situazioni e manodopera, evadendo tasse e contributi, facendo concorrenza sleale e dumping; chi con costoro ha avuto relazioni e rapporti di affari come può dire che non si era reso conto che qualcosa non tornava; è più verosimile che qualcuno, pur di fare qualche risparmio, si sia turato il naso, gli orecchi e coperto gli occhi».  Questi dati non vanno minimizzati. «Se oggi i "furbetti" sono ancora una minoranza e possono essere combattuti e vinti è richiesto a tutti coloro che intendono fare onestamente il proprio lavoro, oltre a un sostegno agli organi ispettivi istituzionalmente, un comportamento etico ancora più fermo, rifiutando un'offerta a un costo stracciato e fuori mercato. Sui temi della legalità e del lavoro nero sarebbe necessario dotarsi di un codice etico che coinvolga non solo le singole aziende ma l'intera filiera produttiva», e il responsabile della Cgil propone a settembre, con le associazioni imprenditoriali, le istituzioni e gli organi di prevenzione e controllo, un incontro.

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