Sicurezza
Tagli alle Province, s'infiamma il dibattito
Filippo Bernardeschi
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Un momento del dibattito svoltosi laltra sera a Villamagna allinterno della Festa democratica Festa Democratica, un serrato confronto. E stasera si parla di legalità
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VOLTERRA. Abolire le Province? Si può, ma facendo attenzione a non cadere nell'antipolitica e in pericolose semplificazioni. A pronunciarsi sull'argomento, quattro esponenti provinciali dei partiti d'opposizione, in un dibattito svoltosi martedì sera presso il circolo Arci di Villamagna, all'interno della Festa democratica organizzata dal Pd della frazione. L'abolizione delle Provincie è stato solo l'ultimo degli argomenti toccati, ma forse il più delicato, vista la disparità di posizioni sulla proposta avanzata dall'Idv. A fare le veci del partito c'era il coordinatore Luigi Buoncristiani, secondo cui «è necessario avviare un processo che ne porti alla graduale eliminazione». Un passo imprescindibile nella lotta agli sprechi? Per gli altri intervenuti è una scelta praticabile, ma lo spettro dell'antipolitica ha reso cauto ogni giudizio. «Sono favorevole, vista la qualità dell'operato - ha asserito Massimiliano Casalini (Sinistra ecologia e libertà) - ma tagliare le Province significa tagliare una parte di democrazia. Se gli incarichi ricadessero sulle spalle dei Comuni, potrebbe causare problemi». Per Maurizio Bini (Rifondazione comunista) «si rischia di riversare tutta la voglia di cambiamento su un problema affrontabile ma non risolutivo». L'unica ad aver preso le distanze in modo netto è stata Consuelo Arrighi, tesoriere del Pd: «No all'abolizione, sì all'accorpamento di quelle minori, processo che andrebbe replicato per i piccoli comuni. E' inoltre necessario ricordare - ha aggiunto Arrighi, alludendo alle liste civiche antipartito - che se si tolgono i soldi alla politica, la politica la fa chi i soldi ce li ha». A volere l'incontro è stato Jonni Guarguaglini, segretario del Pd di Villamagna. «Stasera parleremo di legalità - informa il diretto interessato - Parteciperanno al confronto rappresentanti della fondazione Caponnetto e Lorenzo Diana, il senatore che fa parte della commissione antimafia».
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