Il Tirreno

Pontedera

Stanno bene, sono stati prudenti

Sabrina Chiellini
I vigili davanti casa Benvegnù
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I vigili davanti casa Benvegnù

Parla il padre di uno dei ragazzi dati per dispersi nel mare di Sardegna

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 SAN PROSPERO. «Sono stati molto bravi, prudenti. Non si sono avventurati in un mare agitato. C'era un forte vento, sarebbe stato pericoloso». Già durante la scorsa notte i genitori di Lorenzo Benvegnù, 30 anni, abitante a San Prospero di Cascina, e della fidanzata, Laura, 28 anni, di Firenze, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo dopo un giorno e una notte d'angoscia. «Stanno bene, l'allarme è rientrato - dice Antonio Benvegnù, che abbiamo raggiunto al telefono, ieri mattina - già da questa notte (la scorsa, ndr) siamo riusciti a parlare con i ragazzi. È tutto risolto». Il padre era al lavoro, nella sua azienda a Pisa. La voce tranquilla. Prima di andare in azienda, si è fermato al bar del paese. Un caffè veloce e un'occhiata ai giornali che parlavano di suo figlio. Ma già quelle notizie preoccupanti erano superate e la disavventura aveva avuto un lieto fine.  Dopo ore di disperazione il padre del ragazzo, l'altra notte all'una e mezzo, è riuscito ad agganciare il cellulare della fidanzata del figlio. «Non volevo disperare, ha continuato più volte a comporre i numeri dei cellulari dei ragazzi. Quando ho sentito che uno dei due telefoni squillava a vuoto, ho sentito che li avremmo trovati. Laura non rispondeva, erano stati rimorchiati dal peschereccio - racconta l'uomo - ho chiamato la capitaneria di porto di Cagliari chiedendo di attivare nuove ricerche, sperando che riuscissero a localizzare il cellulare. Tanto sapevo che c'era l'autorizzazione della magistratura, che avrebbero potuto farlo». Di lì a poco Laura ha visto la chiamata persa e ha immediatamente richiamato Antonio Benvegnù. «Ci siamo scambiati due parole - aggiunge - ma a quel punto noi eravamo tranquilli, per le spiegazioni, per capire come erano andate le cose c'era tanto tempo». Poco dopo anche il figlio Lorenzo si è messo in contatto con la famiglia che abita a San Prospero in via Di Lupo Parra.  «Stanno bene grazie a un peschereccio che li ha rimorchiati e portati in salvo. Mi hanno raccontato di essere entrati in una caletta riparata dal vento, appena si sono alzate le raffiche di maestrale. Il cellulare non aveva campo a sufficienza e quindi non riuscivano a telefonare. Hanno anche visto passare vicino a loro i gommoni della capitaneria di porto ma non sono riusciti a farsi vedere».  I due ragazzi erano usciti da Porto Budello, vicino a Teulada in Sardegna, per fare un giro in barca, ma non erano più visti. Lorenzo e Laura avevano parcheggiato l'auto al porto per concedersi una giornata di sole e mare con la loro barca in vetroresina, un "Rio" di 4 metri e mezzo, con motore da 25 cavalli.

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