Il dolore
Il Da Vinci è costretto a sacrificare una terza
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Uninsegnante alla lavagna Solo così l'istituto può liberare l'organico e garantire gli insegnanti per i neoiscritti
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CASTELFRANCO. Una prima in più e una terza in meno. È questa la soluzione, a parità di organico, che sarà adottata per salvare dal sovraffollamento la scuola media "Leonardo da Vinci" di Castelfranco. Un compromesso che ha avuto in questi giorni il benestare dell'ufficio scolastico provinciale. A niente sono valse, infatti, le proteste per avere una prima in più: sono soltanto tre le classi accordate dal provveditorato, rispetto alle quattro concesse negli anni scorsi, e questo comporta il rischio concreto di dover distribuire ottantasette ragazzi in tre prime da ventinove alunni ciascuna, con un sovraffollamento che non piace alle famiglie. Da qui la soluzione, tutta interna alla scuola: le classi terze, che contano settantatré ragazzi in tutto, vengono ridimensionate da quattro a tre. Una classe, in pratica, verrà smantellata e distribuita nelle altre sezioni e questo permetterà di liberare - come si dice in gergo - l'organico necessario alla formazione di una prima in più. Per l'istituto comprensivo di Castelfranco, adesso, rimane però ancora da sciogliere il problema della scuola d'infanzia di Villa Campanile. Qui c'è un'unica sezione per i bambini che abitano nel circondario ed è finanziata da due anni dalla Regione. Ma a poche settimane dall'apertura dei cancelli, famiglie e insegnanti sono ancora in attesa di una riconferma da Firenze. G.P.
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