Il Tirreno

Pontedera

«Ci lascia la sua dedizione come esempio»

I funerali di Daniela Donati nel Duomo di Pontedera
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I funerali di Daniela Donati nel Duomo di Pontedera

Il sindaco Millozzi "saluta" dall'altare la manager morta a 53 anni

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 PONTEDERA. «Ci ha lasciati troppo presto, la malattia l'ha porta via. Ma ci dà una grande eredità: la sua umanità e la professionalità che ha sempre messo in campo nel lavoro». Con queste parole, prima don Franco Cacelli, parroco del Duomo, poi Simone Millozzi, sindaco di Pontedera, danno l'addio a Daniela Donati, manager del Comune, morta a 53 anni per una leucemia contro la quale ha lottato per diversi anni. «Ha lavorato fino all'ultimo momento - ha raccontato il primo cittadino di Pontedera, dall'altare, a una chiesa gremita e attenta - Ha lottato contro il suo male, mettendo il lavoro sempre al primo posto. La ricordo, e con me tanta gente, nei giorni della nevicata del dicembre scorso, in prima fila, non risparmiarsi neppure un istante, pur di rendersi utile alla comunità».  Le parole del sindaco hanno saputo toccare le corde più intime dei tanti amici e conoscenti della famiglia, che hanno voluto tributare l'ultimo saluto a Daniela. È scoccato un applauso. Forte, liberatorio. Soprattutto quando Simone Millozzi ha elogiato il comportamento della famiglia di Daniela, il marito Floriano, autista della Cpt. E la figlia Paola, di 27 anni. «Le sono stati vicino in ogni istante, prima di qualsiasi altra cosa», ha detto.  Daniela Donati è deceduta lunedì sera, all'ospedale santa Chiara di Pisa, dov'era ricoverata dopo che le sue condizioni si erano aggravate. Ha combattuto a lungo contro il suo male, una forma di leucemia. Non tralasciando mai gli impegni lavorativi. A Palazzo Stefanelli era arrivata nell'ottobre del 2009, chiamata da Simone Millozzi a ricoprire il ruolo di direttore generale. Arrivava da Lucca, dove svolgeva il compito di direttore amministrativo all'Asl 2, l'azienda sanitaria. Era un ritorno, perché nel Comune di Pontedera, ma anche in tante altre amministrazioni locali della Valdera e della Bassa Valdicecina, aveva svolto compiti importanti, nella sua decennale carriera nella funzione pubblica. Proprio per tributare questo, in Duomo erano presenti i vertici dell'amministrazione comunale pontederese, del comando della polizia municipale e di altre amministrazioni.

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