Il Tirreno

Pontedera

Ippica, inchiesta sulle scommesse dopate

Pietro Barghigiani
Cavalli in gara (Foto d’archivio)
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Cavalli in gara (Foto d’archivio)

Tra driver e allevatori 25 indagati, rischio processo per alcuni imprenditori

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 MONTECATINI. Chiusa l'inchiesta della Procura della Repubblica di Lucca su un giro di gare ippiche truccate con cavalli a cui sarebbero stati somministrati farmaci e sostanze dopanti. Sono 25 gli indagati tra allevatori, driver, artieri, un magazziniere di una farmacia di Montecatini, imprenditori con la passione per le scommesse e titolari di laboratori di analisi.  Si tratta di driver, anche anche di rilievo internazionale, residenti tra Ponte Buggianese, Buggiano, Montecatini, Monsummano, Capraia e Limite e San Giuliano Terme.  Ci sono poi allevatori e titolari di laboratori di analisi di Pisa e San Giuliano Terme, un veterinario di Ponsacco e scommettitori residenti tra Firenze, Santa Croce sull'Arno, Fucecchio e Lido di Camaiore. Da chi scommetteva a chi correva, con il ricorso indispensabile a quelle figure intermedie che somministravano le sostanze, la filiera delle corse taroccate mostrava tutta la sua efficienza. Ne è convinta la Procura di Lucca.  L'inchiesta. L'operazione, condotta dal sostituto procuratore Salvatore Amodeo, nasce nel 2006 come costola di una vecchia indagine aperta dalla Procura della Repubblica di Potenza sull'erede di casa Savoia, Vittorio Emanuele, nel ruolo di vittima di una truffa architettata da personaggi residenti in Versilia (di qui il trasferimento del fascicolo al Tribunale di Lucca) sull'acquisto di case, ville e auto da aste giudiziarie a prezzi di favore. In realtà dopo aver incassato l'anticipo i truffatori sparivano dalla circolazione. Dalle intercettazioni telefoniche di quell'indagine gli inquirenti ritennero di aver capito come venivano, in parte, reinvestiti i proventi dell'attività truffaldina: nelle gare ippiche truccate.  Le indagini. Nel dicembre 2008 il servizio centrale operativo della polizia e le squadre mobili di Firenze e Pistoia eseguirono una serie di perquisizioni in scuderie private e all'ippodromo Sesana.  Il blitz fu il risultato di pedinamenti, intercettazioni, uomini infiltrati fra gli spalti, controlli incrociati di certificati medici sugli animali avviati a partire dal novembre 2006.  Due anni di monitoraggio durante i quali furono tenute d'occhio decine di corse considerate sospette e dall'esito pilotato.

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