Il Tirreno

Pontedera

Piaggio potrebbe rifornirsi altrove

Andreas Quirici
Piaggio potrebbe rifornirsi altrove

Dopo il caso Tecnocontrol, i sindacati allarmati incontrano d'urgenza il sindaco

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 PONTEDERA. No al muro contro muro fra Piaggio e Tecnocontrol per una normale ripresa lavorativa. Con la speranza che la vicenda fra le due società non nasconda la voglia dell'azienda della Vespa di lasciare la Valdera.  È questo il senso dell'incontro avuto ieri dal sindaco di Pontedera Simone Millozzi con i rappresentanti delle quattro sigle sindacali, più alcuni membri della Rsu di Piaggio e di Industrie Toscane, azienda di proprietà di Tecnocontrol contro la quale la casa pontederese delle due ruote ha presentato istanza di fallimento, la cui prima udienza in tribunale è prevista giovedì. Dopo quella data Millozzi proverà a convocare Piaggio e Tecnocontrol per un incontro che possa chiarire le due posizioni.  «La nostra speranza - ha detto Marcello Casati della Uilm-Uil - è che il 29 agosto, giorno previsto per la ripresa produttiva in Piaggio, la situazione sia tornata alla normalità e che non ci siano le ripercussioni ventilate negli ultimi giorni». Casati riassume un po' il pensiero di tutti i presenti all'incontro in comune a Pontedera. Ma aggiunge: «Speriamo anche che questo non sia il primo passaggio per un disimpegno di Roberto Colaninno dall'indotto della Valdera. Come dire, ci abbiamo provato a coinvolgere il territorio, ma siamo costretti per l'inaffidabilità di molte aziende della zona a rivolgersi altrove per la fornitura. Non dobbiamo dimenticarci che questa è una realtà che ha importato in cinque anni oltre 155mila motori dall'estero. Il discorso sul futuro dell'indotto era stato avviato con Piaggio, con la consapevolezza che serva un salto di qualità da parte delle aziende fornitrici. Ma quello che è successo nelle ultime ore è, o rischia di diventare, sicuramente una mazzata per i nostri progetti».  Il timore quindi è reale, anche se nell'immediato sono altri gli elementi a preoccupare sindacati e istituzioni. «Pensiamo al 29 agosto - ha sottolineato Corrado Barsottini, Rsu Piaggio in quota Cisl - e al fatto che, per problemi societari, l'inizio della produzione venga rimandato. Ci troveremmo con tremila persone a casa e un futuro ricco d'incognite. Dobbiamo scongiurare questa situazione in tutte le maniere». E nel quadro a tinte fosche ci sono senza dubbio i 130 lavoratori di Industrie Toscane, azienda di Pontedera del gruppo che fa capo a Riccardo Caponi e che comprende anche una fonderia a Nusco, anche questa fornitrice di Piaggio. «Non vogliamo che vicende strettamente societarie - ha detto Maurizio Iacoponi dell'Uglm - si ripercuotano sui dipendenti di un'azienda che non soffre la mancanza di commesse». Fatto questo confermato da Giampaolo Feliciani della Rsu di Industrie Toscane: «Non abbiamo mai smesso di lavorare, salvo alcuni giorni in cui ci sono stati ritardi nell'arrivo di materiali per la nostra produzione. Non ci interessano beghe fra società e siamo disposti ad adattarci a qualsiasi soluzione». Secondo Marcello Franchi, della Fiom-Cgil, «serve coesione, ma anche tempi brevi per risolvere una situazione estremamente difficile e complicata e che potrebbe avere ripercussioni molto negative per tutti».  Ma forse lo spiraglio potrebbe essere quello di un gruppo d'imprenditori che prendano la guida di Industrie Toscane. Un'operazione difficile visti i tempi stretti.

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