Il Tirreno

Pontedera

Il sindaco di Peccioli Silvano Crecchi risponde alla proposta di Sel sull’impianto di Legoli

«Non promuoverò alcun referendum»

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 PECCIOLI.Sulla proposta referendaria inoltrata prima da Sel Valdera, al cui rimorchio si è messo "Progetto Comune" il sindaco, Silvano Crecchi, è chiaro. «Non è mia intenzione promuovere alcun referendum in merito. Tale proposta, infatti, non soltanto si fa discendere da presupposti ormai superati da vari e concordanti pronunciamenti istituzionali (Provincia - Regione - Consiglio comunale) ma afferma un principio che non trovo condivisibile nemmeno da un punto di vista più generale». La proposta conferma «l'esistenza di un percorso politico trasversale incoerente, interpretato da chi ha taciuto quando faceva comodo e quando sarebbe stato doveroso parlare, da chi trasforma, mimetizza o ribalta le proprie posizioni a seconda dei momenti, degli interlocutori, degli opportunismi, dell'ambito istituzionale in cui si trova», aggiunge Crecchi.  Dunque oggi, a seguito di mozioni approvate dai consigli provinciale e regionale, ci sono conferme inequivocabili sulla «necessità del progetto di Belvedere e sull'impianto di Legoli sono state ulteriormente sancite positiva gestione negli anni, rilevanza regionale e funzione strategica e residuale».  Il consiglio comunale di Peccioli ha approvato una mozione che si esprime affinché si proceda con il progettato ampliamento, riconoscendo la coerenza del progetto stesso all'accordo con Ato3 e provincia di Pisa del 2008.  "Progetto comune" cosa ha fatto finora? «Durante la campagna elettorale, sul tema in questione non ha speso una parola, essendo di fatto favorevole all'ampliamento finchè sperava di poter vincere le elezioni. Oggi la sua proposta di referendum ha natura esclusivamente strumentale, nasce dopo aver sollecitato, senza i risultati attesi, il pronunciamento di ogni livello istituzionale possibile e dopo aver fiancheggiato tutti coloro che hanno lavorato per generare un' onda emotiva con oggettivi eccessi allarmistici».  Crecchi attacca poi Sel Valdera «la cui richiesta di referendum è firmata da Franco Cavallini, vicesindaco nella legislatura precedente, il quale non chiese referendum quando si trattò di procedere all'ampliamento per 2 milioni di metri cubi, poi realizzato, della discarica di Legoli. E non emersero preoccupazioni anche quando egli avallò insieme a me l'accordo del 2008 che impegnava Belvedere a realizzare l'ampliamento ulteriore di cui oggi si parla, così come condivise con favore il percorso sulla sperimentazione della dissociazione molecolare ed infine, in quel periodo, non considerò, come oggi invece sottoscrive, "profitto di impresa di diritto privato" gli introiti provenienti dall'attività di Belvedere sui quali ha anch'egli impostato e portato avanti con me e con il resto della giunta il programma di legislatura 2004 - 2009».  E lo stesso «difetto di coerenza investe anche l'Idv che in consiglio provinciale ha approvato la mozione di maggioranza in favore del progetto di ampliamento ed in Consiglio Regionale presenta interrogazioni in contraddizione alle sue stesse posizioni».  Se ogni volta che si parla di pianificazione e di impiantistica sulla gestione dei rifiuti si dovesse ricorrer agli istituti della democrazia diretta sarebbe irresponsabile «in quanto produttivo di paralisi decisionale, tempistiche indefinite e quindi precondizione per uno stato di emergenza che, quello davvero, costa moltissimo».

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