Il Tirreno

Pontedera

Con la sagra la Casa del popolo è servita

L’affiatato gruppo Arci La Serra impegnato nella organizzazione della sagra per realizzare la Casa del Popolo
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L’affiatato gruppo Arci La Serra impegnato nella organizzazione della sagra per realizzare la Casa del Popolo

Arci alle prese col "cunigliolo": si raccolgono fondi per il progetto

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 SAN MINIATO. Canticchiano i cinquanta volontari all'opera al Tendone delle feste, in località La Serra. Sembra che giochino in squadra. Chi apparecchia, chi mette le bevande in fresco, chi prepara i conigli o controlla l'olio per friggerli, chi predispone gli altri piatti della sagra del Cunigliolo fritto. Dal giovedì alla domenica, per quattro settimane d'agosto, sono impegnati in un sogno da realizzare: la nuova Casa del Popolo.  «Per mettere insieme la cifra necessaria per realizzarla - racconta Tiberio Mannaioni, presidente del circolo Arci - non c'era altro modo che autofinanziarci con le sagre. Questa è la più impegnativa, perché comporta di rinunciare a un po' di ferie, a turno. Ci sono poi la sagra del tartufo bianco e marzolo, dell'olio nuovo, dei baccelli».  A che punto sono i lavori per la Casa del popolo? «Le opere d'urbanizzazione sono fatte. Ora aspettiamo che il Comune di San Miniato ci approvi una variante al progetto primitivo per passare alla costruzione dell'edificio. Abbiamo presentato il nuovo progetto con le cucine attaccate al capannone lo scorso gennaio, contiamo che un anno basti per avere la licenza e iniziare davvero i lavori».  Un anno è lungo. «Avevamo presentato il progetto nel 2002. Abbiamo avuto il via nel 2010. Speriamo che non ci siano altri ritardi. I volontari hanno diritto di vedere qualcosa in concreto. I controlli vanno bene, ma i cavilli della burocrazia pesano».  Dopo un così lungo periodo i conti tornano ancora? «No, il preventivo è riaperto. Quando abbiamo fatto i primi conti, con 500mila euro l'edificio nuovo si tirava su fino alla copertura: il terreno era già nostro e l'urbanizzazione pagata. Ora la spesa è raddoppiata».  Un bel problema. «E non è che una parte. Perché nel progetto rientra anche la cessione della vecchia Casa del popolo, 850 metriquadrati, da cui pensavamo di ricavare 600-700 mila euro. Ora c'è la crisi nell'edilizia, l'edificio ha quasi un decennio di più. Si troverà chi l'acquista?».  Eppure, nonostante tutto, Tiberio Mannaioni e i volontari tengono duro. «Per ora ogni consuntivo a fine anno è stato positivo e questo fa passare lo sconforto». L.G.

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