Il Tirreno

Pontedera

Il titolare: «Dopo l’apertura del supermercato è stato un declino costante». Getta la spugna anche un verduraio

«Stritolati dalla Coop: chiudiamo»

Francesca Suggi
Il centro commerciale Coop
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Il centro commerciale Coop

Un'altra bottega di quartiere costretta ad abbassare la saracinesca

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PONTEDERA. Sono semivuoti quegli scaffali. La signora Franca, cliente da una vita, prende uno degli ultimi pacchi di pasta. Il ragazzino che abita sopra l'alimentari in zona Sozzifanti scende in bottega proprio per salutare Roberto e Alessandra, i titolari. Un bacino, un pezzo di schiacciata di regalo come tante altre volte i due hanno fatto. Sono le 12,45: tra cinque minuti la saracinesca del supermarket del rione Galimberti sarà tirata giù per sempre.  Stritolata dalla concorrenza del gigante Coop. Un'altra vittima dei grandi centri commerciali, dopo l'emporio di Santa Lucia e il frutta e verdura di via Roma.  «Chiudo con una grande rabbia e un senso di fallimento personale enorme, ma da gennaio a questa parte le spese sono maggiori delle entrate e non possiamo rovinarci la vita magari indebitandoci». Si sfoga Roberto Sciocchetto. Dieci anni fa, insieme alla compagna Alessandra, decide di iniziare l'avventura alimentare in via Cei. Rilevando una bottega che aveva altri 15 anni di vita. «In questi anni di lavoro abbiamo sempre cercato di andare incontro ai clienti, anche con il servizio a domicilio ma forse non è stato sufficiente per avere in cambio un po' di solidarietà», aggiunge. E' una riflessione amara la sua. A poche decine di metri c'è la Coop, corridoi che pullulano di offerte e prezzi ribassati rispetto alle botteghe di quartiere. «Ma le botteghe hanno un'anima, i centri commerciali no», dice la sua Luisa, altra cliente fissa dell'alimentari. Sportine alla mano, la pensionata scuote la testa. Quelle due saracinesche abbassate, da ieri, sono due tasselli di un mosaico di tradizioni di vicinato che vanno a morire. Quelle fatte di clienti che ancora hanno l'abitudine di "segnare" e pagare il giorno dopo. Quelle fatte di anziani in difficoltà che chiamano la bottega e chiedono a domicilio, magari, il pane e il latte. «Purtroppo da quando ha aperto la Coop e con questa liberalizzazione delle licnze in cui tutti possono vendere tutto, noi non ce la possiamo più fare», continua Sciocchetto. Due conti: se prima a fine giornata in cassa si contavano anche 700 euro, adesso la media è trecento. Per non parlare del sabato, giornata clou di spese e incetta di cibo: la media di 1.600 euro solo un ricordo e una lancetta che, oggi, si ferma a 600 euro. «Qui siamo in affitto e contate anche le altre spese diventa impossibile andare avanti». Se Sciocchetto si concentrerà nella sua passione di addestratore di cani da caccia e da tartufo, per Alessandra comincerà una ricerca costante di un altro lavoro.  A pochi metri di distanza, sempre vicino al centro di Pontedera, ha salutato tutti i clienti affezionati anche il frutta e verdura "Mariella". «Ha chiuso per sempre venerdì purtroppo», dicono dalla panetteria lì accanto.

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