Il dolore
Porta a porta, serve il referendum
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Rifiuti fuori di un portone pronti per essere ritirati Storti e Donati (Pdl) annunciano di voler raccogliere le firme
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SANTA CROCE. Un referendum consultivo sul porta a porta. E' l'ultima posizione nello scontro tutto santacrocese sul nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. Un'idea lanciata dalla consigliera Irene Storti e da Maurizio Donati del circolo Pdl Santacrocese-Pisarno, che adesso assumono una posizione di netta contrarietà nei confronti del servizio porta a porta. «Se fino a poco tempo fa - spiegano - ci eravamo dichiarati di principio né contrari né favorevoli, da questo momento, dopo aver analizzato, studiato, letto e riportato i grandi fallimenti di questa modalità di raccolta, non ci stancheremo mai di dire no al porta a porta e sì alla differenziata, quella vera, non quella d'immagine». I due esponenti annunciano quindi di voler raccogliere adesioni tra i cittadini "per richiedere un referendum consultivo". L'obiettivo è quello di stoppare l'iter per l'attivazione del porta a porta, previsto per ottobre. E a questo scopo chiedono l'appoggio del Comitato civico per la tutela dell'ambiente e del gruppo "Il centrodestra per Santa Croce". Storti e Donati spiegano quindi le ragioni del proprio no al nuovo servizio. «Chiunque si documenti - affermano - può trovare una miriade di effetti positivi sulla raccolta porta a porta, ma se si contattano le persone interessate si può capire che ovunque crea dei grossi disagi. A Pisa, ad esempio, l'amministrazione l'ha abbandonata dopo il caos dei rifiuti per le strade, tornando al metodo tradizionale della differenziata. Dove non c'è collaborazione da parte degli utenti, poiché non informati a sufficienza o in assenza di un vero piano di fattibilità, il porta a porta ha fallito clamorosamente. Ancora oggi l'assessore Giulia Deidda non ha spiegato come intende gestire i condomini e i grandi complessi, che rischiano di trovarsi ogni mattina con una sfilza di bidoni lungo i marciapiedi. Stesso discorso per i mini appartamenti senza balcone, come per il decoro del centro storico, dove ogni giorno saranno depositati bidoncini e sacchetti». I due esponenti propongono quindi di mantenere la raccolta a cassonetto, ma con soluzioni alternative: «I mezzi per differenziare sono tanti - dicono -, dagli interrati a scomparsa di ultima generazione ai cassonetti con sensori. Pertanto siamo a chiedere di rifiutare il porta a porta, insistendo perché l'amministrazione metta a disposizione batterie di cassonetti su suolo pubblico e non contenitori privati nelle abitazioni. Invitiamo infine i cittadini a leggere il documento di programmazione rifiuti del Partito Democratico, coordinamento di Pisa, e a valutare se la politicizzazione sta nelle osservazioni da noi fatte e nelle criticità da mesi evidenziate, oppure nelle scelte di un'amministrazione condizionata da diktat di partito che ricadono sulle tasche e sulla qualità di vita dei cittadini». G.P.
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