Sicurezza
Malefici e riti magici I luoghi delle streghe diventano un film
Alice Giusti
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Sopra la copertina di un libro dedicato ad Aradia; in alto a destra le Balze altro luogo di leggende volterrane 3 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Ogni borgo medievale che si rispetti ha nel suo background leggende noir. E quelle volterrane, soprattutto le "sue streghe" diventano una delle 12 tappe del film-documentario "Mistery Tuscany" promosso dalla Regione Toscana. Scordatevi degli "inflazionati" Volturi di "Twilight". Il nome di Volterra è legato innanzitutto alla magia. Sono le streghe le vere protagoniste dei tempi che furono, tanto che è possibile tracciare una mappa della città legata ai luoghi "della magia". Si parte dai toponomi antichi. «Nel borgo esiste la via delle Streghe, vicolo nel borgo di Santo Stefano», dice Brunello Porretti, studioso di storia e fratello di Franco, scrittore di "Volterra magica e misteriosa". Niente tombini e passaggi sotterranei, quindi. Con 3.000 anni di storia alla spalle, è naturale che il Colle ospiti le leggende pù antiche, come quella di Aradia. «Pare che la prima strega esistita sia volterrana», spiega Marco Buselli, sindaco di Volterra e appassionato di folklore locale. Secondo il mito, Aradia era la figlia della dea Diana mandata sulla Terra per insegnare la stregoneria agli umani provati dalla fame e dalla schiavitù. Storicamente le sue tracce portano a Volterra, dove sarebbe nata il 13 agosto 1313. La donna fu condannata a morte dalla Chiesa. Il giorno della sua esecuzione, però, la cella venne trovata vuota. Ma il borgo era anche meta di congregazioni di streghe, per "festeggiare il sabato sera". Erano le "Streghe di Mandringa", dal nome del masso in prossimità delle Balze (tra il tempio dei Patroni e la Badia Camaldolese), dove solevano svolgersi le "malefiche riunioni". «Le streghe di Mandringa sono come le streghe di McBeth in versione nostrana», esclama Simone Migliorini al timone del festival internazionale Teatro Romano di Volterra. Unica fonte di notizie resta un passaggio del libro di Porretti, nel quale si legge che il masso, grazie a una grande apertura che conduce alla fonte sottostante, era utilizzato per riti satanici. E sono le stesse Balze ad avere origini demoniache. «Prima del 1200, viveva in quelle terre un omaccio, "Il Bestemmia", ritenuto uno spirito maligno, che lavorava la terra arida e dura. Un giorno, un frate gli chiese se stesse facendo un peccato. Alla mala risposta dell'uomo, la terra sprofondò, inghiottendosi lo spirito e dando vita all'attuale conformazione geologica delle Balze». Non mancano poi, storie di caccia alle streghe, di tradizione medievale. La più famosa è Elena di Travale, conosciuta come "la strega dei rondinini", perché «per i suoi incantesimi - afferma sempre Porretti - utilizzava delle polveri ottenute dai resti delle rondini, che faceva morire bollendole in pentola». Venne accusata dal Tribunale ecclesiastico di Volterra il 12 giugno 1423, per essere "indemoniata, incantatrice e divinatrice". Ma a lei toccò un verdetto mite, essendo condannata "solo" alla gogna, a un pagamento di 50 fiorini d'oro e all'espulsione dal territorio diocesiano. Morì in cella invece lo stregone Eugenio Torralba, segretario del cardinale di Volterra, Francesco Soderini.
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