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Pontedera

Firmano anche i morti, crescono le denunce per i contratti-trappola

Firmano anche i morti, crescono le denunce per i contratti-trappola

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PONTEDERA. Neanche da morti si sfugge ai contratti-trappola telefonici. Vari i casi in tutta la provincia di attivazione da parte di gestori di telefonia a clienti defunti.

A cui si sommano miriadi di reclami, di chi, vivo e vegeto, scopre di aver sottoscritto un contratto senza essersene accorto. Conosce bene la situazione l'avvocato Paolo Redini, presidente della Federconsumatori della provincia di Pisa, che spiega: «Il 70% delle lamentele che ci arrivano riguardano proprio la telefonia».

Il problema sta soprattutto nella scarsa trasparenza, non solo degli operatori che chiamano al telefono, ma anche degli stessi contratti, spesso contenenti clausole "nascoste" o non previste, secondo l'utente, al momento della stipula.

Il primo caso è quello delle telefonate dai call center, i cui dipendenti ti invitano ad ascoltare una qualche offerta vantaggiosa se si decide di cambiare gestore. Spesso, per non essere maleducati, si prosegue nella conversazione, finché non forniamo i nostri dati personali.

E lì il gioco è fatto. «Essendo legale sottoscrivere contratti tramite telefono, una volta dati i propri riconoscimenti, il cliente risulta essere un nuovo abbonato, senza che lui sappia niente», conclude Redini.

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