Sicurezza
Dopo le campane i ladri rubano anche le grondaie di rame
S.C.
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PONTEDERA. Dopo il furto delle campane, avvenuto circa un anno fa, i ladri sono tornati a saccheggiare il piccolo oratorio della Madonna delle Querce, conosciuto anche come Chiesino. Questa volta sono state rubate tutte le grondaie in rame che erano posizionate al tetto. Poco tempo fa erano già stati portati via i pluviali intorno alla piccola chiesa lungo la Tosco Romagnola. Il furto è stato denunciato ai carabinieri dal custode della chiesa, Riccardo Bertelli, appena si è reso conto che i ladri si erano concentrati, ancora una volta, sul Chiesino. «Cari ladri, non venite più - è l'appello del parroco, don Angelo Cuter - tanto ormai nella piccola chiesa non è rimasto nient'altro da portare via...». La notizia del furto, infatti, è stata accolta con il massimo sconforto. Già il saccheggio della campane e di altri oggetti religiosi aveva colpito i parrocchiani. Ora è stato superato ogni limite di accettazione. Considerato che i ladri hanno già portato via, sempre di recente, anche le grondaie in rame della chiesa principale della parrocchia, quella del Sacro Cuore. «I furti di rame sono un'emergenza e le province più colpite della Toscana sono quelle di Arezzo e Pisa», ha detto alcuni giorni fa il comandante provinciale della Forestale di Arezzo Claudio D'Amico presentando i risultati di un'operazione sui furti di rame chiamata "Carrette del rame", data la fatiscenza dei mezzi usati per trasportare gli scarti. Nella nostra zona, oltre a cantieri, depositi e cimiteri, vengono presi di mira anche i cavi di messa a terra della linea ferroviaria. Cascina è una delle zone più colpite, soprattutto i cimiteri dei paesi di campagna. Negli ultimi giorni sono stati rubati i pluviali ad una scuola dell'infanzia di Cascina situata vicino alle case. Così come sono state rubate griglie in ghisa in più strade del comune. Se i furti sono così frequenti è anche possibile che nella zona si trovi un centro di rottamazione abusivo. O che ci siano persone che ritirano il rame "vecchio" per poi immetterlo di nuovo sul mercato. Un dubbio legittimo: i ladri infatti molto presumibilmente si liberano subito del rame rubato. Né sono mai stati fermati mentre lo trasportano. Tutti gli arresti sono avvenuti poco dopo i furti.
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