Il Tirreno

Pontedera

Contratti firmati dai morti

Operatori di un call center al lavoro
◗
Operatori di un call center al lavoro

La giungla dei call center: crescono le denunce dei cittadini

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. Neanche da morti si sfugge ai contratti-trappola telefonici. Vari i casi in tutta la provincia di attivazione da parte di gestori di telefonia a clienti defunti. A cui si sommano miriadi di reclami, di chi, vivo e vegeto, scopre di aver sottoscritto un contratto senza essersene accorto. Conosce bene la situazione l'avvocato Paolo Redini, presidente della FederConsumatori della provincia di Pisa, che spiega: «Il 70% delle lamentele che ci arrivano riguardano proprio la telefonia».  Il problema sta soprattutto nella scarsa trasparenza, non solo degli operatori che chiamano al telefono, ma anche degli stessi contratti, spesso contenenti clausole "nascoste" o non previste, secondo l'utente, al momento della stipula.  L'inganno telefonico. Il primo caso è quello delle telefonate dai call center, i cui dipendenti ti invitano ad ascoltare una qualche offerta vantaggiosa se si decide di cambiare gestore. Spesso, per non essere maleducati, si prosegue nella conversazione, finché non forniamo i nostri dati personali. E lì il gioco è fatto. «Essendo legale sottoscrivere contratti tramite telefono, una volta dati i propri riconoscimenti, il cliente risulta essere un nuovo abbonato, senza che lui sappia niente», continua Redini. Fino al giorno in cui trova tra la posta la bolletta da pagare e sono ormai scaduti i tempi per rescindere il contratto. Nel mirino di questi raggiri soprattutto gli anziani e i giovani.  Contratti con clausole "non volute". Anche per chi in tutta facoltà mentale decide di stipulare un contratto, le difficoltà non mancano. «Spesso gli utenti non sono informati sui costi di attivazione e rescissione, pensando che siano gratis - dice Redini -. L'esempio più tipico è quello di trovarsi servizi non richiesti tra quelli da pagare», aggiunge l'avvocato Focosi, responsabile provinciale dell'Unione Nazionale Consumatori. Oltre ai gestori telefonici, rientrano tra i "furbetti" anche le compagnie di gas e luce, soprattutto in seguito alla liberalizzazione dei servizi.  Come difendersi. Innanzitutto, se non siamo interessati a cambiare gestore, o riattaccare semplicemente con un semplice "Non sono interessato, grazie" o evitare di dare dati sensibili. «Mai fornire i propri dati, anche se dicono che servono per statistiche», avvisa Redini. Se poi si vuol firmare un contratto, farsene sempre inviare una copia per verificare quanto detto via telefono. Se, invece, siamo cascati nella trappola, e ci arrivano bollette non previste o con costi aggiuntivi, l'importante è non passare dalla parte del torto. «Fate un reclamo a noi. Possiamo richiedere le registrazioni telefoniche. Anche se la procedura non è semplice. Non evitate di pagare tutto l'importo dovuto, ma solo la parte oggetto del contenzioso», consiglia sempre Redini. «Abbiamo creato un portale da cui i consumatori possono scaricare i moduli necessari per fare ricorso».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa