Il Tirreno

Pontedera

«Vogliamo il referendum»

Una veduta della discarica di Legoli; sotto la recente fiaccolata di protesta
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Una veduta della discarica di Legoli; sotto la recente fiaccolata di protesta

La proposta della lista "Progetto Comune" al sindaco di Peccioli

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 PECCIOLI. Un referendum sull'ampliamento della discarica di Legoli. La lista civica "Progetto Comune", all'opposizione a Peccioli, esce allo scoperto e formula la proposta ufficiale al sindaco Silvano Crecchi.  «È venuto il tempo - afferma la minoranza pecciolese - di mettere in campo tutti gli strumenti democratici che abbiamo a disposizione affinché sul tema dell'ampliamento della discarica di Legoli i cittadini possano esprimere il proprio parere in maniera diretta e inequivocabile. Anche in riferimento alla lettera aperta pubblicata nei giorni scorsi dal circolo Sinistra Ecologia e Libertà della Valdera, rinnoviamo e rafforziamo la richiesta di attivare, in congruità con l'articolo 35 dello statuto comunale di Peccioli, l'iter per l'istituzione di un referendum. Riteniamo che sia doveroso, da parte del sindaco e dell'amministrazione comunale, far esprimere la cittadinanza su un tema così delicato, che ha visto una grande mobilitazione della cittadinanza e che ha dato vita a ben tre comitati locali. Invitiamo quindi il sindaco a farsi promotore di un referendum, in modo da esercitare in pienezza gli strumenti democratici che lo statuto mette a disposizione; e dunque, ad approvare il prima possibile un regolamento per l'attuazione del referendum così come previsto dal comma 5 del suddetto articolo».  "Progetto Comune" ritiene che il sindaco, in quanto garante del pieno svolgimento democratico del proprio Comune, non possa non essere d'accordo col fatto che i cittadini siano messi in condizione di esprimersi sul tema dell'ampliamento. «Pensiamo - riprende l'opposizione - non possa non volere lui stesso che i pecciolesi siano chiamati a scegliere, in prima persona, circa il futuro del proprio territorio. Riteniamo che il sindaco non possa non auspicare un ricorso alla democrazia diretta anche nel tentativo di ricomporre un clima sociale non armonioso, certo talvolta fatto di toni aspri e non concilianti, risultato però di una decisione, quella dell'ampliamento da 4 milioni e mezzo di metri cubi, che la popolazione si è vista calare dall'alto, senza partecipazione, discussione, condivisione. Siamo certi che il sindaco accoglierà il nostro invito e sottolineiamo di essere a disposizione per un lavoro congiunto per l'attivazione dell'iter referendario».

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