Sicurezza
Triplo attacco al sindaco sull'Unione dei Comuni «Non si può più rinviare»
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Un momento di una seduta del consiglio comunale; a sinistra della foto si intravede Danilo Cucini de La Sinistra per Volterra uno dei gruppi di minoranza I gruppi di minoranza si appellano alla legge e chiedono un consiglio ad hoc da qui a 20 giorni
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VOLTERRA. L'attesa è durata fin troppo, ora si passa alle maniere "forti". A un mese e mezzo dall'approvazione dell'Unione dei Comuni Alta Valdicecina da parte di Pomarance, Montecatini e Monteverdi, tre gruppi di minoranza in consiglio a Volterra - che con CastelnuovoColle non ha dato l'ok ad entrare nel nuovo ente - accusano di immobilismo l'amministrazione. E fanno di più. Chiedono infatti la convocazione "coatta", da qui a venti giorni, dell'assemblea cittadina per discutere lo statuto già approvato dai tre firmatari. Cercano così di strappare in extremis la garanzia di far parte, con gli altri, dell'Unione che sostituirà la Comunità Montana. «Il Comune di Volterra per ragioni formali legate a norme statutarie non partecipò al voto sul documento di avvio al processo di trasformazione della Comunità Montana in Unione Speciale dei Comuni», spiegano da Progetto Originario, Città Aperta e Sinistra per Volterra, i gruppi di minoranza che caldeggiano la costituzione del nuovo ente. Nello statuto di Volterra, infatti, non è ammesso che il consiglio comunale si riunisca e voti fuori dal territorio di competenza. «L'amministrazione però - proseguono - si impegnò a presentare lo stesso documento nel proprio consiglio in tempi celeri; impegno fino ad oggi disatteso. È ormai chiaro che di fronte alle recenti normative nazionali e regionali, convergenti nel puntare al rapido superamento delle Comunità Montane in favore di istituzioni più agili come le Unioni dei Comuni, non è ragionevole perdere altro tempo». La preoccupazione è che, non entrando nell'Unione, alcune deleghe come quelle su agricoltura, foreste e bonifica siano trasferite alla Provincia, creando disagi ai cittadini che dovrebbero rivolgersi a uffici lontani da casa. «È grave che questo territorio non riesca ad affrontare e gestire le politiche territoriali da solo», aggiunge Fabio Bernardini di Progetto Originario. «E poi urge mettere in rete le risorse professionali». I tre gruppi rammentano anche che i fondi destinati ai Comuni sono in caduta libera e per gli enti più piccoli sarà «indispensabile mettere a sistema le proprie risorse tecniche e professionali per far fronte alla notevole complessità dei problemi di gestione del territorio». «L'Unione dei Comuni deve nascere entro ottobre - aggiunge Bernardini - e già a giugno avevamo tutte le carte in regola per fondarla. Se si aspetta ancora si rischia di far slittare tutto». Così ieri mattina la richiesta è stata protocollata e consegnata al sindaco. Il termine chiesto dai firmatari è il 25 agosto. Forse periodo di ferie non aiuterà la causa ma a legge è perentoria: i rappresentati dei cittadini dovranno discutere l'argomento.
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