Il Tirreno

Pontedera

Deve essere formalizzata l’identificazione delle salme carbonizzate, poi la restituzione alle famiglie

Morti sul colpo e avvolti dal fuoco

Sabrina Chiellini
I resti dell’aereo caduto a Latignano
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I resti dell’aereo caduto a Latignano

Effettuata l'autopsia sulle salme dei due uomini intrappolati nell'aereo caduto

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 CASCINA. Sono morti all'istante i due amici precipitati con un ultraleggero nella campagna di Latignano di Cascina, mercoledì. Ieri pomeriggio è stata completata l'autopsia (incarico affidato alla dottoressa Chiara Toni dell'istituto di medicina legale di Pisa) sui resti dei due uomini recuperati dall'abitacolo del piccolo aereo dopo l'incendio.  I traumi riscontrati sono stati ritenuti compatibili con una morte avvenuta sul colpo dopo lo schianto nel campo dell'ultraleggero costruito e progettato da una delle due vittime. È anche vero che l'incendio si è sviluppato subito dopo che il velivolo è caduto: testimoni lo hanno visto in picchiata e sparire rapidamente dall'orizzonte. Manca ora l'identificazione completa delle salme - sono morti Roberto Ragaglia, 58 anni di Cascina, e Bruno Aramini, 59 anni di Fornacette - per poi effettuare la restituzione alle famiglie, che molto probabilmente sarà possibile già da stamani. Uno dei due cadaveri, quello del colonnello dell'esercito in pensione Bruno Aramini, era abbastanza identificabile in quanto era meno carbonizzato, oltre che dalla presenza di un anello. Le fotografie scattate dai carabinieri durante il primo sopralluogo dopo l'incidente aiuteranno a formalizzare l'identificazione. Successivamente il magistrato concederà il nulla osta alla sepoltura.  Non è ancora stato spiegato se le famiglie sceglieranno di organizzare due funerali distinti (ipotesi più probabile) oppure in forma congiunta anche perché le due vedove e i figli delle vittime fino a ieri pomeriggio non avevano notizie certe rispetto alla restituzione delle salme. È probabile che già oggi le salme possano tornare a Cascina e Fornacette.  Nel frattempo va avanti l'inchiesta per capire le cause dell'incidente aereo che non sembra dovuto ad un errore umano, ad una manovra sbagliata nel pilotaggio, quanto piuttosto a un guasto o a un cedimento strutturale. I carabinieri della sezione scientifica del nucleo investigativo del comando provinciale di Pisa da martedì cominceranno ad analizzare i materiali sequestrati sul luogo dell'incidente. La procura ha anche nominato un consulente tecnico che si occuperà di stabilire cosa ha fatto precipitare il piccolo ultraleggero. Intanto è stata anche sequestrata all'Aeroclub Italia a Roma la documentazione che riguarda le caratteristiche dell'ultraleggero precipitato e che era stata presentata, alcuni mesi fa, da una delle vittime, Roberto Ragaglia, ingegnere areonautico. La documentazione sarà il punto di partenza per studiare le caratteristiche del velivolo ed eventuali punti di debolezza.  L'ultraleggero volava dall'inizio dell'anno, come hanno confermato alcuni amici delle vittime e appassionati di volo dell'aviosuperficie di Grecciano (nel territorio di Collesalvetti), da cui mercoledì pomeriggio è decollato l'aereo artigianale e dove non ha fatto più ritorno perché a distanza di pochi chilometri e di circa quindici minuti di volo si è schiantato nella campagna, rischiando di finire su una casa colonica dove abitano due famiglie.

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