Il Tirreno

Pontedera

LA STORIA

Tutto si deve a nonna Celestina

Tutto si deve a nonna Celestina

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PALAIA. "Via, si va a be' dar Giannini?". Qui, tra gli ameni scorci bucolici che incorniciano l'antico borgo di Villa Saletta, oasi di quiete immersa nelle vellutate campagne della Valdera, la frase è la stessa da anni, da secoli. Nel 1880, in America, Thomas Edison apriva la prima fabbrica di lampadine a incandescenza della storia, prendendo a inondare di luce elettrica il mondo; e nello stesso identico periodo, a Villa Saletta, più modestamente, la signora Celestina, nonna paterna del neo-Cavaliere del Lavoro Aldo Giannini, apriva il suo esercizio commerciale, prendendo a inondare di sapori il comune di Palaia.  Donna accorta, pratica, dallo sguardo lungimirante, aveva capito di cosa c'era bisogno: un bel punto di ristoro, dove fare tappa per la spesa o anche solo per un caffé o un gotto di rosso.

Un luogo invitante come un bicchiere d'acqua fresca dopo l'attraversata a piedi del deserto, accogliente come la più morbida delle pantofole. Alla buona ma lindo, impeccabile. Pieno di ogni cosa ma con ogni cosa al suo posto, perché anche l'occhio, "dar Giannini", vuole la sua parte. Al resto, avrebbero pensato i prodotti tipici del territorio: dai vini ai prosciutti, dai formaggi ai biscotti, alle salse, ai condimenti, ai liquori, tutta roba di queste parti. Una filiera corta che più corta non si può.  Nacque così l'avventura eno-gastronomico-mitologica del bar-ristoro-alimentari che Aldo, con precisione da macchinista svizzero, manda avanti da una vita («Ho 88 anni e praticamente sono nato in bottega»). 131 anni di onorata e ininterrotta attività. Oggi come allora, basta il nome: "Dar Giannini". Hai detto tutto. 

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