La manifestazione
La comunicazione è arrivata a poche settimane dallinizio delle lezioni. Istituto e Comuni sono già sul piede di guerra
Soppressa una prima al Carducci
Francesca Ferri
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Listituto Carducci di Volterra Nove studenti già iscritti al liceo delle Scienze sociali rimangono senza classe
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VOLTERRA. A poco più di un mese dall'inizio della scuola una decina di studenti dell'istituto superiore "Giosuè Carducci" di Volterra si trovano senza classe. Delle sei prime previste, improvvisamente l'Ufficio scolastico regionale ne ha soppressa una, lasciando "a piedi" chi si era già iscritto all'indirizzo delle Scienze sociali e gettando nel caos l'intera organizzazione scolastica. E non curandosi del fatto che tra le matricole ci sono anche quattro ragazzi disabili, uno dei quali grave. A farne le spese è il liceo delle Scienze umane, uno degli indirizzi dell'istituto insieme ai licei Classico, Artistico e Scientifico. Con 42 iscritti pronti per iniziare a settembre, al liceo non è stata concessa una seconda prima. Risultato: ci sarà una sola classe, probabilmente di 33 ragazzi, e chi rimane fuori dovrà scegliere un altro percorso di studi oppure prepararsi a fare il pendolare. Non si sa ancora di preciso in quanti sono rimasti "intrappolati" nel taglio. Per ora una decina di ragazzi, ma se a settembre gli esami di recupero dei debiti vanno male e qualcuno deve ripetere la prima, potrebbero essere anche di più. La "razionalizzazione" è stata comunicata solo martedì scorso e ha provocato una sollevazione tra insegnanti e famiglie. Sopprimere una classe significa, infatti, che le aule saranno più affollate con i disagi che ne seguono. Anche in prima liceo artistico, con 33 studenti, non se la passeranno meglio e pazienza se il numero massimo previsto dal ministero al primo anno delle superiori è di 30 studenti per classe e quello consigliato è di 27. Ricevuta la comunicazione da Firenze, il consiglio d'istituto ha indetto una seduta straordinaria e ha scritto all'Ufficio scolastico per farsi interprete dell'indignazione delle famiglie «che - si legge - non accettano di veder considerati i loro figli come pedine di scambio fra un indirizzo e l'altro» e parlano di «lesione del diritto allo studio». «Abbiamo convocato i genitori - spiega la presidente del consiglio d'istituto Francesca Inghirami - per chiedere se qualcuno era disponibile a confermare la seconda scelta di indirizzo indicata al momento dell'iscrizione. Questo taglio improvviso è comunque molto grave e anche per l'organizzazione». Il "Carducci" aveva chiesto di attivare addirittura sette prime, ma poiché l'assegnazione si fa sul numero complessivo degli studenti diviso 27 (il numero ideale di persone per classe) a prescindere se poi ci sono più indirizzi all'interno dell'istituto, il risultato quest'anno dava poco più di cinque. E cinque classi sono state. Peccato che la comunicazione è arrivata appena sei settimane prima dell'inizio delle lezioni, quando in tanti già si erano comprati i libri, sono stati dati i bonus per l'acquisto dei testi e sono state perfino comunicate le cattedre. «Una sicuramente salterà», aggiunge Inghirami. «Io e gli altri sindaci della zona abbiamo mandato una lettera di protesta all'Ufficio scolastico», spiega il sindaco Buselli, già impegnato a cercare di salvare la prima media di Saline. «Naturalmente - prosegue - non accetteremo passivamente la decisione. Non si fa in tempo a essere un po' più tranquilli da un versante, con le rassicurazioni su Saline, che si apre una falla sull'altro. Ieri intanto si è tenuta una riunione tra dirigenti a Pisa. Il 12 settembre è alle porte.
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