Trasporti
Ok alla commissione d'indagine
◗
Il sindaco Vittorio Gabbanini nel suo ufficio del palazzo comunale a a San Miniato Si costituirà a settembre e avrà tre mesi di tempo
3 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. La commissione d'indagine sul fotovoltaico si farà. A questo punto la scelta del consiglio comunale, che dovrà votare nella prima seduta di settembre, appare davvero scontata, soprattutto dopo le parole del sindaco Vittorio Gabbanini. Il primo cittadino ha aperto il consiglio comunale di mercoledì con un lungo discorso introduttivo, ribadendo e rilanciando l'idea di chiedere in prima persona la costituzione di una commissione d'indagine. «Per fugare ogni dubbio - ha detto -, nell'interesse dell'ente e della trasparenza, perché non abbiamo niente da nascondere». Una difesa a tutto campo quella di Gabbanini, che ha ricostruito date e passaggi della vicenda replicando a quelle che ha definito come "continue e inaccettabili illazioni". «Ho voluto con forza ogni forma d'indagine - ha detto - per dimostrare che non c'è mai stata la volontà di favorire gli interessi privati di qualcuno. Adesso basta dire che il fotovoltaico è un affare di famiglia. E' nel nostro interesse fare chiarezza, perché se da un lato c'era la volontà di produrre energia da fonti rinnovabili, dall'altra c'è sempre stato l'impegno per la salvaguardia del territorio e del paesaggio». Il primo cittadino ha quindi ricordato che la normativa non prevedeva limiti alle installazioni in zone agricole. «Anche le linee guida del 2010 confermavano l'idoneità delle aree agricole per ospitare questo tipo d'impianti - ha sottolineato -: una normativa estremamente permissiva, a maglie larghe, che definiva tali opere di "pubblica utilità, indifferibili e urgenti", con il rischio di compromettere le nostre colline e le colture di pregio. E' così che siamo arrivati, il 28 luglio 2010, all'approvazione unanime del regolamento della Carta della qualità urbana, che stabiliva il limite di 40 Mwp sul nostro territorio, 30 per il privato e 10 a disposizione del Comune. Forse erano troppi? A quella data nessuno ha avanzato dubbi. In realtà, senza quel regolamento, ancora oggi non sapremmo come respingere le richieste d'impianti sulle nostre colline». Sulla questione della contiguità tra impianti, appartenenti a società solo formalmente distinte per aggirare la Valutazione d'impatto ambientale, Gabbanini afferma che «tutto è avvenuto rispettando le norme, perché le ditte si sono incuneate nelle maglie larghe della legge». Il sindaco ha replicato poi al comitato di Roffia, che anche in questi giorni aveva criticato l'amministrazione per aver tenuto i cittadini all'oscuro di quanto stava avvenendo. «Tutti i progetti sono stati presentati in un incontro del 6 ottobre 2010, e anche allora nessuno ha eccepito alcun che. Niente è stato tenuto nascosto». La commissione, che si costituirà a settembre, avrà tre mesi di tempo per portare a termine il proprio compito: «Spero non sia una commissione con caratteri di polizia», ha concluso Gabbanini. Nel consiglio comunale di mercoledì, l'amministrazione ha ha anche risposto ad un'interrogazione del gruppo Pdl, nella quale si chiedeva di conoscere i nomi dei soci della ditte di secondo livello coinvolte nel fotovoltaico sanminiatese. Sorpresa: le società sono partecipate a loro volta da altrettante società di terzo livello, e così via, da un livello all'altro, in un perfetto sistema di scatole cinesi. G.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
