Finanza
Il "Carducci" verso la fine
Giacomo Pelfer
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Il liceo Falchi e Sandro Scapellato Negata la costituzione della prima classe. Il "Falchi", invece, è salvo
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SAN MINIATO. Il giorno più nero nella storia del liceo pedagogico Carducci. Il Provveditorato agli Studi non ha concesso la costituzione della classe prima per l'anno 2011-2012. Una decisione comunicata al dirigente Sandro Scapellato e all'assessore provinciale alla scuola Miriam Celoni. Poche righe che segnano l'inizio della fine. Impossibile reclamare la classe di fronte al numero impietoso d'iscrizioni, 13 appena, rimasto bloccato anche nei mesi estivi, quando di solito arriva la manciata di iscritti dell'ultimo minuto. Da settembre, quindi, il Carducci riaprirà le porte senza matricole, avviato con tutta probabilità, a meno di una seria strategia di rilancio, verso un lento e graduale esaurimento. Fino a quando i ragazzi dell'attuale seconda non usciranno dalla scuola, che a quel punto chiuderà per sempre. A dare la notizia, di fronte al consiglio comunale di mercoledì, è stato il vicesindaco di San Miniato Chiara Rossi, che ha offerto ben poche speranze sulla possibilità di un ripensamento: «La decisione è stata comunicata come definitiva. Proveremo a inviare il nostro ordine del giorno anche al Ministero. E' il massimo che possiamo fare». Così, come per uno strano scherzo della storia, dopo aver dibattuto per anni sulle difficoltà del liceo Falchi di Montopoli, secondo plesso decentrato del liceo Marconi, è stato alla fine il Carducci di San Miniato ad avere la peggio. Montopoli avrà la sua classe: l'istituto, infatti, ha raggiunto quota 26 iscritti, raccogliendo forse i frutti della mobilitazione della scorsa estate. Lo scientifico Marconi, invece, ripartirà con un boom d'iscrizioni: 124 ragazzi (77% in più rispetto al 2010), il massimo di quanti ne possa contenere, lasciandosi alle spalle lo shock del trasferimento all'interporto. «Sono giorni di grande amarezza: ho iniziato la mia carriera di ruolo proprio al Carducci», ricorda il preside Sandro Scapellato. «Ho già provveduto ad avvisare le famiglie dei 12 ragazzi che si erano iscritti - spiega -. L'unica cosa che posso fare è proporre il trasferimento al Falchi di Montopoli, dove possiamo accogliere altri 6 ragazzi formando una classe da 32». Il dirigente prova poi ad analizzare la cause di un declino che prosegue da tempo, ma che ha avuto un'accelerata solo negli ultimi anni: «Il vecchio magistrale offriva un chiaro sbocco lavorativo - fa notare Scapellato - la trasformazione in liceo socio-psicopedagogico aveva già ridimensionato l'appeal della scuola. A questo va poi aggiunta l'apertura di un istituto analogo ad Empoli, senza dimenticare le vicissitudini degli ultimi anni: il trasferimento del vicino Marconi e i lavori di due anni fa al conservatorio di Santa Chiara, che ci hanno costretto in spazi ristrettissimi. E questo non ha giovato all'immagine del Carducci». Da non sottovalutare, poi, la presenza nel comprensorio di due istituti praticamente analoghi: «Abbiamo cercato in tutti i modi di diversificare il Carducci e il Falchi - ricorda il preside - ma la riforma Gelmini ha ridimensionato gli indirizzi». Adesso, dopo gli anni delle battaglie di campanile e delle scelte rinviate, i Comuni dovranno decidere che fare dei due piccoli licei delle scienze umane, perché se il Falchi ha migliorato i numeri di certo non ha risolto i problemi. Per il Carducci, invece, che tra un anno rischia di avere solo quattro classi, potrebbe presto aprirsi la strada verso l'interporto.
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