Sicurezza
Escluso l'errore di pilotaggio: si pensa a un guasto
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Il sopralluogo dei carabinieri dopo la tragedia 2 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. Non sarebbe stato un errore umano a far precipitare l'aereo autocostruito nella campagna di Latignano, vicino a una casa colonica abitata da due famiglie. Un incidente costato la vita a due persone, Roberto Ragaglia di Cascina e Bruno Aramini di Fornacette, amici di lunga data e uniti dallo stesso amore per il volo sportivo. Morti carbonizzati nell'abitacolo. Quasi sicuramente erano vivi quando l'aereo si è schiantato al suolo - dritto dentro un fosso - e si è incendiato, diventando una trappola micidiale. L'ipotesi dell'errore viene esclusa e le prime indagini sono orientate - l'inchiesta della procura della Repubblica di Pisa è affidata al sostituto procuratore Aldo Mantovani - a capire cosa abbia causato il guasto che ha spinto in picchiata il piccolo velivolo costruito dall'ingegnere areonautico cascinese all'inizio dell'anno. «È venuto giù a candela, come un sasso», dicono i testimoni. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale, di Cascina e della compagnia carabinieri di Pontedera non escludono neppure improvvisi cedimenti strutturali. Il pubblico ministero che segue il caso conferirà, già stamani, un incarico a un tecnico per studiare i rottami, ricostruire la dinamica dell'incidente e le cause. «L'ho visto cadere giù all'improvviso - ha detto Walter Salvadori, uno dei testimoni - ho sentito che a un certo punto il motore si è spento e poi riacceso». Quella di Salvadori come altre testimonianze è ora al vaglio dei carabinieri. Oggi il pm affiderà anche l'incarico per l'autopsia che potrebbe svolgersi già sabato mattina. È stato spiegato che i resti dei due amici non sono ancora stati identificati compiutamente e per questo c'è la massima cautela nell'ipotizzare chi poteva essere alla guida del piccolo aereo al momento della tragica caduta. Escluso l'errore umano, c'è da capire quale problema tecnico possa avere avuto l'ultraleggero. Potrebbe trattarsi di un guasto al motore, come del cedimento strutturale di un componente del velivolo che era stato costruito dallo stesso ingegner Ragaglia, grande appassionato di volo e di aerei. Quella dell'altra sera non era comunque la prima uscita dei due amici e tanto meno dell'aereo che aveva al suo attivo già numerose ore di volo. S.C.
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